Gazzetta di Reggio

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UN PATRIMONIO DA SALVARE 

Le bici storiche di Cimurri in mostra a Palazzo Trivelli

Giuseppe Galli
Le bici storiche di Cimurri in mostra a Palazzo Trivelli

Nelle sale che ospitano la sede centrale del Credem in via Emilia San Pietro è in corso l’allestimento dell’esposizione con i cimeli della Collezione di Giannetto

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Cosa ci fa la bicicletta (ancora avveniristica, nonostante i suoi 32 anni d’età), costruita e utilizzata dal grande campione di ciclismo Francesco Moser per tentare di conquistare il Record dell’ora, nelle sale di Palazzo Trivelli, la sede centrale del Credem di via Emilia San Pietro?

E cosa ci fa, accanto a quel prototipo che anticipava gli anni Duemila e fece parlare di sè tutto il mondo, il famoso biciclo francese a balestra, datato 1880?

Sono solo alcune delle famose biciclette della Collezione Cimurri, che una volta componevano il bellissimo Museo della bicicletta di via Porta Brennone e che, dal 18 giugno 2000, ovvero dal giorno segnato da una fortissima scossa di terremoto che provocò ingenti danni a Reggio Emilia e rese inagibile anche quell’edificio, sono in cerca di una nuova casa.

Sono passati vent’anni, ormai, e fra promesse, proclami e progetti mai diventati realtà, quelle splendide 136 biciclette e i tanti cimeli raccolti da Giannetto Cimurri nel corso della sua lunga carriera sportiva, sono rimasti chiusi in soffitta, in un garage, o meglio ai magazzini comunali di via Mazzacurati, salvo qualche sporadica apparizione.

Come quella della primavera del 2017 quando, in occasione del Centenario del Giro d’Italia (che vide un arrivo di tappa a Reggio Emilia), venne allestita – con i pezzi più pregiati – una mostra ai Chiostri di San Domenico. Oppure quando, quelle stesse biciclette, vennero ospitate (tra l’ottobre 2015 e il gennaio 2016) al Museo dei Campionissimi, a Novi Ligure, in provincia di Alessandria, nel museo dedicato al ciclismo e in particolare ai ciclisti Fausto Coppi (detto “Il campionissimo”) e Costante Girardengo, che hanno vissuto gran parte della loro vita in questa città del Piemonte.

C’è scritto “Mostra in allestimento”, nella sede del Credem, e la presenza di altre biciclette nelle sale dello storico Palazzo Trivelli, come la bicicletta Atala utilizzata dallo stesso Giannetto Cimurri, lascia pensare a un nuovo e unico appuntamento per poter ammirare ancora alcuni pezzi pregiati della Collezione.

Per ora le bocche sono cucite e anche il figlio di Giannetto, Giorgio Cimurri, non vuole svelare particolari sull’esposizione in allestimento nella sede della banca di via Emilia San Pietro.

Camminando tra le sale del palazzo è possibile scorgere i pezzi più significativi che la famiglia Cimurri ha messo a disposizione del Credem: spiccano le biciclette appartenute ai grandi campioni delle due ruote, come Costante Girardengo e Fausto Coppi, e quelle dei grandi Learco Guerra, Eddy Merckx, Francesco Moser e Gianni Bugno.

Un’occasione, per la Collezione Cimurri, per mettersi di nuovo in mostra e ricordare alla città quel patrimonio di storia della bicicletta che da troppi anni è in cerca di gloria. Il Museo era stato aperto nel 1994 da Giannetto Cimurri che, a quasi 90 anni, aveva così riaperto un capitolo di quel romanzo che aveva vissuto come interprete sulla scena del ciclismo. Quel museo, però, è stato chiuso nel 2000 e non è stato mai più riaperto. —





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