Gazzetta di Reggio

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Nasce il protocollo per la rieducazione degli uomini violenti contro le donne

Leonardo Grilli
Nasce il protocollo per la rieducazione degli uomini violenti contro le donne

Firmato dal questore e dalla cooperativa Papa Giovanni XXIII prevede corsi per le persone colpite dagli ammonimenti

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Oltre 140 casi di maltrattamento, 101 casi di stalking e 48 casi di violenza sessuale. Numeri sconcertanti, quelli registrati dalla questura di Reggio Emilia in materia di violenza maschile sulle donne, che diventano ancora più imponenti se si considerano altri dati come, ad esempio, le 108 denunce di donne per violenze domestiche presentate ai carabinieri reggiani. Non numeri ma storie di sopraffazione, maschilismo e sessismo, violenza, abusi fisici e psicologici che hanno reso e rendono un inferno la vita di centinaia di madri, figlie, ragazze e, spesso, dei loro figli e delle loro famiglie.

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che nonostante gli sforzi repressivi continua a mietere vittime, spesso anonime e silenziose. Ed è proprio per aggiungere nuovi strumenti contro gli abusi maschili sulle donne che, ieri in questura, è nato un nuovo strumento che permetterà di intervenire sotto un altro aspetto: quello educativo, psicologico e culturale.

il protocollo

Il questore Antonio Sbordone e Fabio Salati, presidente della cooperativa sociale Papa Giovanni XXIII, hanno firmato un protocollo che unisce due pratiche già adottate da tutte e due le realtà, rafforzandole: gli ammonimenti del questore contro stalker e violenze domestiche e il “corso” per uomini maltrattanti della cooperativa, attivo dal 9 ottobre dell’anno scorso.

Il protocollo si applica agli uomini ammoniti, un provvedimento amministrativo che in sintesi segnala una persona come dedita a comportamenti persecutori o violenti e permette alle forze dell’ordine di intervenire più efficacemente, oltre a comportare un aggravamento della pena in caso di condanna in tribunale. A tutto questo, da ieri, si aggiunge anche la possibilità per i maschi maltrattanti di recarsi su base volontaria agli incontri organizzati dalla Papa Giovanni: insieme all’ammonimento, infatti, verrà prenotato anche un appuntamento con gli specialisti della cooperativa e verranno spiegate tutte le possibilità “rieducative” presenti.

il corso

A raccontare nel dettaglio come funziona il corso e l’importanza del protocollo è stato, oltre al questore, lo stesso Salati: «Questa firma è un traguardo importante. Noi come cooperativa abbiamo iniziato avvicinandoci passo dopo passo al fenomeno, ascoltando le storie dei nostri utenti nelle quali spesso emerge la violenza di genere e familiare».

Quindi è iniziata una lunga formazione di due anni presso il Cam (Centro di ascolto uomini maltrattanti) di Firenze e diversi mesi di ulteriore preparazione degli operatori. «Attualmente – prosegue Salati – il gruppo è composto da 18 uomini che hanno chiesto di essere aiutati nella gestione della loro aggressività. Hanno un’età media di 35 anni, sposati o conviventi da lunga data, lavoratori e ognuno di loro ha dei figli. Nessuno ha compiuto violenze sui figli, ma alcuni hanno usato violenza sulla donna, talvolta fisica e talvolta psicologica ed emotiva».

Il gruppo si ritrova in una sede della cooperativa una volta a settimana e per un’ora e mezzo parla e dialoga con un educatore, che si occupa prevalentemente delle dinamiche fra i membri, e con una psicoterapeuta donna che fornisce loro gli strumenti necessari al controllo della rabbia e dell’emotività.

gli ammonimenti

Tornando agli ammonimenti, nel 2019 sono state 70 le istanze seguite dalla questura e 23 gli ammonimenti disposti dal questore: 16 per stalking e 7 per violenza domestica. Diciotto, infine, le istanze sulle quali stanno ancora indagando gli agenti. —



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