Sanità e lavoro nel confronto fra i 7 candidati
REGGIO EMILIA. Sanità, ambiente, infrastrutture e lavoro sono i temi al centro della tribuna elettorale organizzata dal Tgr Rai fra i sette candidati alla presidenza della Regione: Stefano Bonaccini del centrosinistra, Lucia Borgonzoni del centrodestra, Simone Benini del M5s, Marta Collot di Potere al Popolo, Stefano Lugli dell’Altra Emilia-Romagna, Laura Bergamini del Partito Comunista e Domenico Battaglia del Movimento 3V. La sanità il tema più caldo: Bonaccini ha proposto «l’abbattimento delle liste d’attesa sui ricoveri programmati e una rivoluzione dei pronto soccorso che porterà nei prossimi mesi a sei ore massime per essere rimandato a casa o ricoverato. La Lega propone il modello lombardo, per metà privato, noi vogliamo una sanità pubblica per tutti».
La Borgonzoni ha attaccato per «le liste d’attesa troppo lunghe, ma anche un sistema per cui a seconda di dove abiti puoi avere o non avere un ospedale vicino». Il candidato del M5s Simone Benini auspica «una sanità veramente pubblica, è necessario intervenire anche sulla decongestione dei pronti soccorsi, servono nuclei di cura primaria con i medici di base per consentire ai pronti soccorsi di occuparsi solo delle urgenze». Collot, Lugli e Bergamini hanno auspicato una sanità pubblica per tutti, mentre Battaglia ha chiesto l’abolizione dell'obbligo vaccinale. I candidati hanno anche parlato dei punti principali dei propri programmi.
Simone Benini ha posto l’accento sui temi ambientali, con una riconversione tecnologica delle aziende, fondi per la mobilità sostenibile, rifiuti zero e lotta all’inquinamento. Contrarietà alla Cispadana, «che deve essere una strada a scorrimento veloce». Laura Bergamini ha detto di voler mettere al centro del programma il lavoro: contratti stabili e sicurezza, facendo gli interessi di chi cerca di vivere del proprio lavoro. Sulle infrastrutture «dobbiamo valorizzare e migliorare il patrimonio che abbiamo». Per Domenico Battaglia del Movimento 3V, la priorità è l’abrogazione dell’obbligo delle vaccinazione, ma anche «riumanizzare gli ospedali e il rapporto medico/paziente».
Marta Collot ha proposto il salario minimo di 9 euro all’ora per poter partecipare ai bandi pubblici. Fra i punti del programma anche i servizi pubblici (casa, sanità e scuola). Forte contrarierà al progetto di autonomia differenziata «perché va ad aumentare le diseguaglianze».
Bonaccini, sostenuto dal centrosinistra, ha ribadito la necessità di un nuovo patto per il lavoro e un grande investimento per nidi gratuiti e accessibili per chi vuole usufruirne. In programma anche l’aumento del fondo per la non autosufficienza e la diffusione di banda ultralarga e fibra ottica. Per la Borgonzoni la priorità è combattere la burocrazia, mentre sui nidi, l’obiettivo è dare i soldi alle famiglie per decidere in autonomia. Lugli ha detto di volere mettere al centro il lavoro, «con una legge contro la precarietà e le false coop. Serve un lavoro legato alla sostenibilità ambientale e un piano di riconversione ecologica. Il piano delle infrastrutture non deve invece essere centrato sulle autostrade». —
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