Scuola primaria al freddo scontro sui social con il sindaco
A segnalare 9 gradi in classe è un genitore il cui figlio frequenta le elementari Il sindaco: «Appalto della gestione calore deciso dalla vecchia amministrazione»
CAMPEGINE. È stasta una ripresa di anno scolastico particolare per gli alunni della scuola primaria di Campegine. Mercoledì mattina i ragazzi hanno trovato il termometro appeso in classe che segnava soltanto 9 gradi.
Il caso è scoppiato sul gruppo Facebook “Sei di Campegine se” quando un genitore ha pubblicato la foto del termometro: «Ecco oggi le scuole elementari di Campegine vergogna».
Risulta che i tecnici abbiano fatto ripartire il riscaldamento verso le 10.30, ma solo verso la fine delle lezioni le classi sono riscite a riscaldarsi. Tanti i genitori arrabbiati, ieri mattina fuori dalla scuola, hanno commentato l’accaduto: «Non bastano le temperature rigide di questi giorni, ci mancava una scuola al freddo». Preoccupato dell’accaduto, ieri mattina è intervenuto anche il sindaco, Giuseppe Germano Artioli, scrivendo così ai genitori sempre sulla pagina Facebook: «In merito alle segnalazione, voglio chiarire che l’appalto della gestione calore è stato affidato dalla precedente amministrazione ad apposita ditta. A fronte delle problematiche che si creano ho chiesto agli uffici di verificare la possibilità eventuale di recesso, ma mi dicono che sono stati fatti in modo che ci sarebbe da pagare una penale sanguinosa, con probabile seguito di cause giudiziarie. Quello che possiamo fare al momento, è di sollecitare costantemente la ditta, come fatto anche stamattina».
IL DIBATTITO SOCIAL
È bastato questo a dare via a un botta e risposta tra genitori che hanno più volte affermato «che quello che sta succedendo alla scuola elementari di Campegine è semplicemente vergognoso». Un genitore ha replicato alla spiegazione del sindaco scrivendo: «Quindi i bambini devono morire di freddo? Non capisco». E anche qui il sindaco Artioli ha risposto: «Secondo lei vogliamo far morire di freddo i bambini? Sto spiegando quello che il Comune può fare e quello che non può fare. E non per volontà, ma per problemi reali. Se potessimo intervenire direttamente, crede che non lo avremmo già fatto?».
«Premetto che non sono un avvocato, ma una semplice persona che si preoccupa per i bambini. Il servizio di cui lei ci parla dovrebbe essere efficiente e la penale dovrebbe essere pagata dalla ditta che sta dando un disservizio non dal comune» ha aggiunto una mamma. Ma c'è stato anche chi ha puntato il dito su chi deve prendersi le proprie responsabilità, replicando al sindaco: «I solleciti servono a ben poco in Italia, stiamo parlando di una scuola dove ci sono bambini. Una soluzione va trovata e anche in fretta, perché delle penali sanguinose a noi genitori non interessa niente. Ormai di questa scuola non si capisce più niente, addirittura se è o non è a norma». C'è anche chi ha commentato ironicamente: «Allora visto che il Comune non riesce a risolvere il problema penso che ogni genitore se riesce deve tenere il figlio a casa e non farlo patire il freddo, devono studiare non andare a sciare».
Sempre ieri verso il pomeriggio (come aveva annunciato il sindaco di Campegine) i tecnici della ditta che fornisce il servizio hanno fatto un nuovo sopralluogo per i controlli, facendo ripartire il sistema del riscaldamento, risolvendo il problema.
Intanto ai genitori amareggiati non rimane che incrociare le dita sperando che una cosa del genere non si ripeta ancora. —
Daniela Aliu
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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