Chiesti 1,2 milioni a tre tecnici del Comune
Palestra di Rivalta, operaio caduto resta invalido al 100%: l’assicurazione risarcisce e gira il conto all’amministrazione
Tre dipendenti del Comune di Reggio Emilia sono stati citati a giudizio per 1,2 milioni di euro. A chiedergli la somma monstre è un’assicurazione che si vuole rifare sui tre dipendenti pubblici della cospicua cifra. Soldi che la grande società straniera ha già versato ai familiari di un operaio rimasto gravemente ferito in seguito a un infortunio sul lavoro avvenuto nel 2011 all’interno del cantiere per la costruzione della palestra di Rivalta.
Una vicenda non secondaria, seppure le rivalse da parte delle assicurazioni sarebbero all’ordine del giorno. A destare qualche perplessità anche in Comune è infatti la citazione dei tre dipendenti, tirati in ballo perché in qualche modo coinvolti - secondo l’assicurazione - nel progetto di costruzione dell’impianto sportivo comunale. Si tratta infatti dell’allora responsabile del procedimento, del coordinatore per la progettazione e del redattore del Psc, il piano strutturale comunale, che prevedeva l’opera.
I tre dipendenti dovranno risponderne ora davanti a un giudice civile assieme al Comune, trattandosi di ruoli attinenti alla posizione lavorativa. Anche per questo l’amministrazione comunale - difesa dall’avvocato Francesca Ghirri - ha concesso di accollarsi anche gli altri patrocini legali mettendo a disposizione poco meno di 20mila euro per pagare i due avvocati (Paolo Coli e Francesca Secchi) scelti dai tre dipendenti.
La famiglia dell’operaio aveva aperto un contenzioso per il risarcimento danni dal giudice del lavoro, chiamando in causa la ditta - che aveva in carico l’uomo ferito e finita qualche anno dopo in concordato - e con lei il coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
Il giudice del lavoro ha rimesso però la causa al tribunale ordinario, che ha rigettato invece la chiamata in causa del capo cantiere, del responsabile dei lavori e dei redattori del piano di sicurezza del Comune di Reggio, tirando invece in ballo l’assicurazione a garanzia della ditta. I due contenziosi avanti al tribunale e al giudice del lavoro si sono conclusi con una transazione che prevedeva il pagamento da parte dell’assicurazione alla famiglia e all’Inail. Vista la somma versata, l’assicurazione ha deciso di intraprendere a sua volta le vie legali chiedendo ai tre dipendenti e al Comune di pagare l’indennizzo, con il Comune che esclude ogni sua responsabilità come dei propri dipendenti. Una cifra commisurata, va ricordato, alle conseguenze per l’operaio originario di Casal di Principe, ora 61enne, che aveva rischiato la vita cadendo mentre lavorava nel cantiere della palestra. Un incidente sul lavoro con conseguenze comunque terribili per il carpentiere, che vive ora con un’invalidità totale del 100%. «Mio padre non è in grado nemmeno di rispondere» ci racconta afflitto il figlio che assiste il padre le cui condizioni si sono aggravate nel tempo. —
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