Gazzetta di Reggio

Reggio

«Diga di Vetto, qual è la posizione del Pd?»

Mauro Grasselli

Reggiani, presidente dei Consorzi irrigui privati: «Chiedo se è quella di Costa di settembre o di gennaio, o quella di Palù»

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Qual è la posizione ufficiale del Pd sulla diga di Vetto? Negli ultimi 30 anni il partito di maggioranza in regione ha sempre malvisto il grande invaso sull’Enza progettato dall’ingegner Marcello nel 1982, arenatosi nell’89 dopo la costruzione del “taglione”, lo zoccolo della diga. Negli ultimi anni il Pd si è orientato verso la realizzazione di uno o più invasi di piccole dimensioni. Ieri, sulla Gazzetta, il segretario provinciale Pd Andrea Costa – replicando all’ex assessore bibbianese e consigliere provinciale Pd Umberto Beltrami, sceso in campo a sostegno della candidata leghista Borgonzoni alle regionali – ha rotto gli indugi affermando che «l’investimento su Vetto è irrinunciabile». Ma sempre ieri il presidente dell’Unione Val d’Enza, Franco Palù, ha detto no al maxi-invaso.

Ora Mattia Reggiani, presidente dell’Associazione consorzi irrigui privati della media Val d’Enza reggiana, commenta: «Gradirei sapere da Costa se la posizione ufficiale sulla diga di Vetto è quella di Costa di settembre o quella di gennaio, o quella di Palu’, perché sono molto diverse tra loro».

Reggiani afferma che all’incontro di fine settembre «erano presenti il sottoscritto, Lino Franzini e Umberto Beltrami, in qualità di soci dell’associazione, e Paolo Imovilli, organizzatore dell’incontro. Prevalentemente io e Franzini, abbiamo esposto al Costa la proposta dell’associazione. In base al nostro programma, per le regionali del 26 gennaio avremmo consigliato ai nostri utenti-agricoltori e privati dei consorzi irrigui (circa 5.000 famiglie) di votare la coalizione o partito o candidato presidente che avesse indicato nel programma di “ripartire, riprendendo i lavori, dall’attuale progetto diga di Vetto da 100 milioni di metri cubi d’acqua”. Ricordando a Costa che se si riparte con un nuovo progetto, anche per un invaso da 30-40 milioni di metri cubi (o più microinvasi), l’acqua arriverà nei campi, se tutto va bene (zero ricorsi, elezioni, proteste eccetera) tra 12-15 anni. Nel frattempo i prati stabili saranno morti, quindi stop al Parmigiano Reggiano prevalentemente da prato stabile polifita irriguo. Mentre se si riparte col noto progetto diga di Vetto entro 4-5 anni ci sarà l’acqua per campi, prati, vigne, uso civile e industriale, energia elettrica, lavoro e turismo in montagna. Al limite si fa da 100 milioni come da progetto e inizialmente si riempie fino a 60-70 milioni, tanto la spesa è abbastanza simile».

Reggiani ricorda che l’incontro di settembre con Costa riguardava anche le candidature: «Abbiamo chiesto la disponibilità ad avere uno o due nostri candidati al ruolo di consigliere regionale nelle liste di centrosinistra. Costa ha detto che, essendo ancora settembre, non c’erano candidature ufficiali, né il programma del Pd e di Bonaccini; ci ha illustrato alcune indicazioni-proposte in merito a una importante candidatura targata Pd di Reggio e la sua opinione personale sulla diga di Vetto, aggiungendo che a brevissimo avrebbe avuto un incontro anche sugli stessi temi con importantissima persona al casello di Campogalliano (paese di Bonaccini, ndr). Da allora siamo in attesa della risposta ufficiale del Pd reggiano o regionale, o del centrosinistra-Bonaccini. Se la risposta è quella data ieri alla Gazzetta, di fatto sono 2 no: alla diga di Vetto e ai nostri candidati in lista. Intanto il centrodestra la nostra proposta sulla diga di Vetto, e Lino Franzini e Laura Spaggiari sono i nostri candidati alle regionali». —



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