Il comitato affila le armi contro la sperimentazione 5G
Incontro domenica 12 al parco Tegge per parlare dei rischi su salute e ambiente «In assenza di studi scientifici, da parte dei sindaci deve prevalere la cautela»
Ventasso. Tornato alla ribalta nazionale grazie alla polemica tra Matteo Salvini e il ministro Stefano Patuanelli, il tema del 5G – la nuova frequenza per la telefonia mobile che si sta diffondendo a livello internazionale – scalda gli animi anche in Appennino. Proprio il Comune di Ventasso, infatti, era stato inserito nella lista dei primi 100 Comuni italiani in cui sperimentare la copertura della nuova frequenza. Proprio qui la scorsa estate è nato il comitato 5G Montagna reggiana. Il comitato ha organizzato, in collaborazione con il comitato Stop 5G di Reggio Emilia, un incontro che si svolgerà domenica 12, alle 16 al parco Tegge di Felina.
«Sarà il primo evento pubblico del comitato Stop 5G Montagna reggiana – spiegano in una nota –. L’evento è stato preparato per informare i cittadini sui rischi di questa nuova tecnologia. Attraverso un video seguiremo le spiegazioni, semplici ma dettagliate, di autorevoli esperti sul funzionamento di questa tecnologia e sui rischi sulla salute e sull’ambiente che comporta. In questa occasione, il comitato descriverà il percorso finora intrapreso e le posizioni delle amministrazioni locali (Comune di Ventasso e Unione dei Comuni dell’Appennino reggiano, ndr) sul tema».
Il Comitato 5G Montagna reggiana era nato lo scorso ottobre a seguito dei timori suscitati dall'inserimento di Ventasso tra le realtà in cui sarebbe stato possibile attivare la sperimentazione sul 5G.
Il comitato si era attivato mandando una lettera ai rappresentanti delle amministrazioni locali, chiedendo un confronto sull'eventuale installazione di antenne destinate alla copertura della nuova rete a Ventasso e in altri comuni montani.
«A oggi non esistono studi che provino la non pericolosità di questa tecnologia – spiegava il comitato – se non quelli finanziati da aziende in evidente conflitto d'interesse. Sappiamo che i sindaci dei comuni scelti per la sperimentazione hanno facoltà a opporsi. Il progetto di tecnologia 5G, nonostante abbia inizialmente ottenuto parere favorevole dall’Istituto superiore di sanità, si sta sempre più chiaramente delineando tutt’altro che innocuo in termini di effetti sulla salute umana, l’ambiente e gli ecosistemi, come evidenziato dagli studi di numerosi scienziati, medici, fisici ed enti di ricerca indipendenti. Il principio di precauzione dispone che, in assenza di valutazioni scientifiche esaurienti ed univoche del rischio sanitario ed ambientale, debba prevalere in via cautelativa l’astensione dal procedere, in attesa almeno di più chiare normative a tutela della salute pubblica e sicurezza ambientale». —
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