La contestatrice al mercato e la visita al carcere
Non solo selfie e strette di mano per Salvini nel Reggiano, ma anche la contestazione isolata di una donna al mercato di Casalgrande che al suo passaggio lo ha apostrofato con un «fascista, qui non ti vogliamo». Pronta la replica del leader leghista: «Qui non ci sono fascisti, ma solo italiani orgogliosi e incazzati perché le coop hanno fatto saltare 2000 posti di lavoro solo in provincia di Reggio, fregando più di un miliardo ai risparmiatori». Poi una battuta con l’invito a pranzo per condividere «una minestra e magari anche un malox vista la preoccupazione che hanno a sinistra».
Da parte di Salvini, ieri anche un affondo a L’Altra Emilia Romagna, accusata di fingere di correre contro il Pd. Pronta la replica di Stefano Lugli, candidato alla presidenza: «Non siamo complici del Pd, stia tranquillo: piuttosto è la Lega che assomiglia tanto al gemello-diverso del Pd, ma se ne sarà accorto anche il suo segretario».
Nella sua giornata reggiana, Salvini ha visitato anche il carcere di via Settembrini: «Sono andato a visitare il carcere di Reggio Emilia ed è mio impegno non far lavorare i poliziotti in una struttura schifosa come quella che dovrebbe essere chiusa domani mattina. L’acqua, i topi, le docce fredde, le muffe sui muri - ha raccontato Salvini - di carceri ne ho visitati tanti ma non si possono far lavorare ragazzi e ragazze con le divise estive in mezzo all’acqua, in mezzo ai topi, si comprano le scarpe e sono in balia di 400 detenuti più della metà dei quali stranamente arrivano dall’altra parte del mondo e quando non hanno niente da fare aggrediscono i poliziotti.. Quando torniamo al governo – ha concluso – li mandiamo a casa loro questi qua».
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