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"La Gazzetta vale zero, come Saviano e Fazio" / La risposta del direttore a Matteo Salvini

"La Gazzetta vale zero, come Saviano e Fazio" / La risposta del direttore a Matteo Salvini

Scansani: "Non può esserci altra fonte all’infuori di lui? Noi prendiamo ordini solo dagli avvenimenti". Il cdr: "Inquadra quotidiano e giornalisti come obiettivi contro cui scagliare la propaganda politica"

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L’altra sera a Rubiera, durante la cena con i militanti leghisti, Matteo Salvini ha tenuto un discorso nel quale ha attaccato la Gazzetta di Reggio. Di seguito riportiamo le affermazioni trascritte dal video girato amatorialmente alla serata conviviale e pubblicato su Facebook.

«Un pensiero affettuoso alla Gazzetta di Reggio. Un pensiero affettuoso e commosso alla Gazzetta di Reggio che è l’unico organo di informazione che è riuscito, mi dicono, a scrivere che la piazza era mezza vuota. Cazzo, bisogna avere della fantasia. Qualcuno di voi ieri... in piazza, c’era una marea di gente. Poi nel paese di Prodi, però, va bene così, la Gazzetta di Reggio per me vale Fazio e Saviano, zero, zero, zero. Con tutto il rispetto eh, pensate che vita grama dover falsificare la realtà su un giornale per ordine di partito, che brutta vita...
Ecco, io non farei mai a cambio anche se mi dessero trenta ministeri per la cosa più bella e preziosa che ciascuno di noi ha, che è la libertà. Questi non sono uomini liberi, uomini e donne... Manderò una nota di vicinanza al comitato di redazione perché mi dispiace. Però vabbé, va benissimo. Vinceremo anche per questo». —

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LA RISPOSTA di Stefano Scansani

Ridendo e scherzando il capo della Lega appunta croci alla lista di proscrizione

Finalmente! Abbiamo conferma che la Gazzetta di Reggio è nella lista di proscrizione della Lega.

Perché, prima dell’altra sera, questa era solo una larvale percezione insinuata dai suoi rappresentanti in loco. Ci voleva il capo col suo pronunciamento post coenam (dopo cena, con i militanti a Rubiera).

Così, ridendo e scherzando, Matteo Salvini appunta croci su coloro che ritiene nemici. Probabilmente il capo della Lega che spesso principia i suoi post con “roba da matti” e li conclude con “bacioni” ha commesso un fallo di reazione maturato già nella mattinata di giovedì in piazza Prampolini quando ha visto la nostra vignetta in prima pagina: lui con la casacca del Modena a Modena e sempre lui con la casacca granata della Reggiana quando è a Reggio... Proprio lui che era ed è un appassionato di una divisa al dì.

Quando Salvini dichiara che per lui la Gazzetta di Reggio vale zero zero zero significa che - non portando acqua al suo mulino come a quello di nessun altro - non esiste altra cronaca, altra interpretazione, altra fonte, altra dipendenza all’infuori di lui. Quello dei pieni poteri.

Sappia il capo leghista che siamo fierissimi della sua croce, che neanche vogliamo condividere con Fazio o Saviano.

E perché mai? Siamo solo noi i responsabili della nostra libertà. “Vita grama”? “Brutta vita”? No, felicissima perché gli ordini li prendiamo dagli avvenimenti. Siamo noi a cercarli, non il contrario.

Non vagoliamo temporaneamente per l’Emilia-Romagna e non abbiamo d’accompagnare nessuno o nessuna per le piazze, i mercati, i caffè.

Siamo a Reggio dall’Ottocento (quello del Risorgimento, dell’Unità d’Italia) e, rinnovati, da 40 anni a raccontare la città e la provincia contemporanee.

Circa il dopo cena, a Salvini neo-amante del nostro sublime Meridione va ricordata una colta prescrizione medievale della Scuola Medica Salernitana: Post prandium stabis, post coenam ambulabis. Dopo pranzo sosta, dopo cena fatti una camminata. —

Stefano Scansani, direttore della Gazzetta di Reggio

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IL COMUNICATO DEL CDR

Per il segretario della Lega Matteo Salvini la Gazzetta di Reggio “vale zero, come Saviano e Fazio”. Lo ha affermato durante un incontro con i suoi militanti, indicando anche il nostro quotidiano e i suoi giornalisti come obiettivi contro cui scagliare la propaganda politica.

Il comitato di redazione della Gazzetta di Reggio riconosce il diritto di critica a chiunque, compresi naturalmente gli esponenti politici. Non possiamo però esimerci dal sottolineare che i toni denigratori utilizzati dal segretario di un partito sono rivelatori di un atteggiamento, purtroppo sempre più generalizzato, che trascende i limiti democratici di una normale dialettica tra stampa e potere.

La “vicinanza” e “l’affetto” che il segretario affermerebbe di avere nei nostri confronti restituiscono un retrogusto tanto denigratorio quanto inquietante, perché ad esprimere quelle considerazioni è un ex ministro dell’Interno che mira in tempi brevi a tornare alla guida del Paese. Non solo: Salvini si affida anche al cliché della stampa asservita al potere. Non è certo una critica originale, utilizzata troppo spesso a proprio uso e consumo dalla politica, sventolata dal capo della Lega nel totale disprezzo della libertà di informazione e al diritto dei cittadini di essere informati, assicurati quotidianamente - e non senza difficoltà - dalla Gazzetta di Reggio e dalla sua redazione.

La vicinanza che per scherno Salvini dice infine di volerci tributare, vorremmo fosse reale ed espressa ai cronisti e al loro lavoro quotidiano, a chi racconta il proprio territorio, dalle piccole storie alla politica fino al radicamento della criminalità organizzata, senza tralasciare quelle realtà scomode che spesso si vorrebbero tenere nascoste. Proprio come Saviano o Fazio che Salvini accosta alla Gazzetta di Reggio e che ringraziamo per questo complimento, pur involontario.

Il cdr della Gazzetta di Reggio

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