«Opera insensata che ignora lo studio regionale in corso»
«Per inseguire consensi elettorali ci si adagia su posizioni superate sia dalle normative europee che dalle esigenze del territorio»
reggio emilia. «Leggiamo con stupore della presa di posizione di Andrea Costa, segretario del Pd provinciale, rispetto al tema del fabbisogno idrico della Val d’Enza. Purtroppo, ancora oggi si guarda al 1860». A sostenerlo è Duilio Cangiari, esponente dei Verdi-Europa e Verdi Reggio Emilia.
«Rimaniamo sorpresi, ma neppure tanto, del fatto che si dimentichi che è in corso un lavoro di analisi e studio delle soluzioni migliori da adottare – prosegue la nota –. Uno studio, come ricordato dal sindaco di San Polo Palù, finanziato dalla Regione e in corso di attuazione da parte della Autorità di bacino del Po. Studio avviato a seguito del protocollo firmato nel 2018 e che dovrà indicare fabbisogni e interventi a breve, medio e lungo termine». «Questo significa – continua Cangiari – che l’approccio al problema idrico deve essere graduale e il fabbisogno successivo dovrà tenere conto dell’innovazione tecnologica e delle varie soluzioni adottate nel frattempo. Dispiace rilevare che per un problema di posizionamento in campagna elettorale e per inseguire qualche consenso ci si adagi su posizioni vecchie e semplificatorie, superate sia dalle normative europee che dalle esigenze del territorio tutto, non solo di una parte».
«Un modo di fare politica – afferma – parziale e strabico, che non tiene conto della complessità che un tema del genere si porta dietro. Serve consapevolezza e lungimiranza. Non possiamo più permetterci di sprecare risorse scarse, siano esse economiche che ambientali, in particolare l’acqua. Concentrarsi solo sulla grande opera come elemento risolutore risulta insensato dal punto di vista economico e ambientale. Inseguire la destra in progetti irrealizzabili e fuori scala vanifica il lavoro fatto dalla Regione e fa perdere di vista tutte le altre possibilità che attualmente sono disponibili a costi nettamente inferiori».
«Come Verdi abbiamo sempre sostenuto che il tema è garantire l’acqua per gli agricoltori e per tutti i cittadini reggiani – conclude l’esponente verde – con interventi e finanziamenti adeguati, non attraverso scorciatoie che sponsorizzino opere inutili e costose, figlie di una cultura del secolo scorso. Ne va anche dell’interesse degli agricoltori e di tutti. Ricordiamo che solo il 20% delle aziende agricole fa innovazione tecnologica e per portare il nostro settore agricolo ai livelli auspicati, serve anche accompagnare le politiche di settore con un piano serio di sostegno al comparto». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google