Pd, Zingaretti nella Bassa «Bonaccini senza simbolo è una bufala della destra»
REGGIO EMILIA. Bonaccini si vergogna del Pd perché non ha messo il simbolo sui manifesti? «È un’altra bugia di chi non ha argomenti». E poi: «È una bufala inventata per sollevare polvere e nascondere l’ovvietà. Bonaccini ha le liste, la destra non ha il presidente: questa è la verità che vogliono nascondere». Così il segretario Pd Nicola Zingaretti, atteso oggi nella nostra provincia, a margine di un incontro ieri a Vignola commenta la polemica cavalcata in campagna elettorale dal centrodestra. «Io sono presidente di Regione – aggiunge – nella mia campagna elettorale non ho usato simboli di partiti perché si elegge il presidente».
STRATEGIE
Se la Borgonzoni sembra infatti perennemente oscurata dal suo leader Salvini, tra il governatore e il Pd le parti appaiono invertite, a tal punto che Bonaccini sembra condurre una campagna in solitaria, finendo per adombrare il suo partito e i leader nazionali della sua coalizione, con i quali gli eventi in queste settimane sono stati al lumicino. L’ultimo appuntamento che ha visto insieme Bonaccini e Zingaretti risale al 16 novembre a Bologna, in apertura della campagna elettorale. Una distanza mantenuta fino a ieri, quando nel Modenese governatore e segretario sono tornati a incrociarsi, a Vignola e Soliera.
L’APPELLO
«Si vota il presidente nell’elezione diretta e poi ci sono le liste, come quella del Pd, che fanno le proprie battaglie – spiega Zingaretti – E ci sono i leader delle liste che come me vengono a dare una mano, a fare il militante, a distribuire volantini, abbracciare le persone e sostenere un grande presidente. Parliamo di sanità, di scuola, di servizi, di lavoro, di benessere e dell’esempio europeo che l’Emilia-Romagna rappresenta». Un pensiero condiviso dallo stesso Bonaccini: «Credo sia naturale che i leader di un partito o di movimenti civici vengano ogni tanto e non mettano casa in Emilia-Romagna perché da qui se ne andranno e non li rivedremo più – afferma Bonaccini – Salvini è qui mattina e notte solo che è un ospite. Io qui sono di casa, è casa mia, dove ho lavorato, lavoro, lavorerò, dove vivo e ho famiglia. Il 27 gennaio Salvini tornerà a Roma come farebbe Zingaretti se fosse qui tutti i giorni, perché hanno il dovere di occuparsi anche di altro». Secondo Bonaccini, «Salvini ha già dimostrato nelle regioni dove è andato di non tornare più e lasciarli alle promesse. Come in Sardegna nel caso dei pastori o in Umbria, dove non hanno nemmeno approvato il bilancio. Credo sia poco dignitoso per Borgonzoni farsi sostituire in questo modo».
IL PROGRAMMA
Zingaretti, intanto, oggi alle 9.30 sarà a Reggiolo, mentre alle 11 visiterà la coop Il Bettolino. Alle 11.45 si sposterà a Novellara, dove alle 12.45 si troverà a un pranzo elettorale, al quale non è prevista la presenza del governatore. Bonaccini ieri ha affrontato una nuova tappa reggiana nella sede della Croce Verde, dove ha incontrato i rappresentanti del volontariato in una sala strapiena: «Se in Emilia-Romagna abbiamo una così grande offerta di servizi è anche perché ci sono tantissime associazioni e volontari», che il presidente ha voluto «ringraziare per il tempo e l’impegno impagabile che donano alla comunità». Una giornata in cui il governatore non ha risparmiato frecciate alla Borgonzoni: «Finalmente, dopo due mesi di silenzio, ha lanciato due proposte. La prima è una legge specifica per sostenere le rievocazioni storiche, la seconda è l’istituzione di un assessorato al turismo. Peccato che esistono già». —
E.Spa
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