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La testimonianza sofferta 

Carabiniere non ricorda e il pm affonda i colpi

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REGGIO EMILIA. Già sofferta a monte per le continue assenze che hanno portato la Corte a disporre l’accompagnamento coattivo, ieri la deposizione del carabiniere Vincenzo Pasqua – all’epoca dei fatti in servizio a Cutro – ha raggiunto momenti tesi nel controinterrogatorio del pm Beatrice Ronchi. Il militare afferma di non ricordarsi di Nicolino Grande Aracri («Non era un personaggio noto come oggi»), suscitando la replica dell’accusa che gli contesta una lunga serie di controlli nel 1987 a Nicolino ristretto ai domiciliari, rincarando la dose tramite una relazione di servizio in cui Pasqua riferiva di un traffico di droga a Cutro controllato dal clan, facendo riferimento a un confidente: «A Cutro a quel tempo si ammazzava – ribatte il pm – la ’ndrangheta era operativa e lei dice di non ricordare di faccia i personaggi di spicco controllati o perquisiti...». —

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