Chiede 11mila euro di compensi ma spuntano sottrazioni e falsi
In sede civile il professionista dovrà risarcire i residenti di un palazzo del centro E la Procura accusa il 50enne di appropriazione indebita e truffa aggravata
REGGIO EMILIA. Una situazione paradossale – i fatti riguardano il periodo 2011-2015 – è venuta a galla in un palazzo del centro storico, composto da una dozzina di appartamenti.
Tutto nasce dal decreto ingiuntivo ottenuto dall’amministratore di condominio – professionista sulla cinquantina, piuttosto conosciuto in città – per il riconoscimento di oltre 11mila euro di compensi che negli anni non aveva percepito.
Il condominio ci vuole vedere chiaro sulla gestione del professionista e propone opposizione tramite Confedilizia e del caso se ne incarica l’avvocatessa Annamaria Terenziani.
E in sede civile spunta una realtà ben diversa.
«Il verbale di assemblea, in cui veniva riportato il riconoscimento di debito del condominio a favore dell’amministratore – spiega il legale di Confedilizia – era falso e le firme del presidente e del segretario, apposte in calce, erano state inserite utilizzando il sistema del copia-incolla, prendendole da altro verbale. Al termine del giudizio, in cui lo studio di amministratori ha insistito nella richiesta di pagamento dei compensi, è emerso che nulla era dovuto allo stesso in quanto non è stato in grado di dimostrare di aver compiuto alcuna attività a favore del condominio. Anzi è emerso – rimarca Annamaria Terenziani – che non convocava annualmente le assemblee, non redigeva i bilanci, non effettuava attività di recupero credito neanche con semplici diffide e che aveva sottratto denaro al condominio versandolo su altri conti correnti anche personali».
In ambito civilistico, quindi, non solo viene stabilito che nulla è dovuto all’amministratore di condominio, ma il cinquantenne dovrà restituire le somme sottratte (sui 5mila euro) e rimborsare le spese legali.
«Doppiamente sconfitto quindi – commenta l’avvocatessa Terenziani – per non aver ottenuto gli oltre 11mila euro richiesti e per doverne sborsare almeno altrettanti per ristorare il condominio del danno subito in conseguenza della sottrazione di denaro e per le spese della procedura».
Ma su questa vicenda c’è anche un versante penale, in quanto l’amministratore di condominio – in Procura – è stato iscritto nel registro degli indagati con una doppia accusa: appropriazione indebita (per la sottrazione del denaro) e truffa aggravata (per la falsificazione del verbale assembleare).
Indagine che non si è ancora conclusa ma dovrebbe essere vicina al termine, in quanto sono già stati sentiti (indagano carabinieri e polizia locale) i residenti nel palazzo del centro storico.
Il condominio – tramite l’avvocatessa Terenziani – sarebbe intenzionato a costituirsi parte civile nel procedimento che dovrebbe scaturire dall’inchiesta. —
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