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I sindaci vogliono ritornare alla vecchia Unione montana

Adriano Arati
I sindaci vogliono ritornare alla vecchia Unione montana

Summit nei giorni scorsi per valutare come fare rientrare Baiso, Viano e Vezzano Pure Canossa un tempo ne faceva parte. Si punta a modifiche legislative regionali

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Riportare tutti a casa. Alla fine del 2019 i sindaci dei paesi che fanno parte dell’Unione dei Comuni dell’Appennino reggiano si sono ritrovati a pranzo con i colleghi di Baiso, Viano e Vezzano, prima tappa informale per portare avanti un progetto cui tanti tengono: far rientrare nel “complesso” appenninico tutti i Comuni usciti alcuni anni fa per questioni di riordino territoriale.

Ai tempi della vecchia Comunità montana, dell’ente di secondo grado facevano parte anche Canossa (erede di Ciano), Baiso e Viano. Alcuni anni fa hanno abbandonato la Comunità perché la legge regionale dell’epoca non consentiva di far parte di una Comunità montana se si apparteneva ad un altro distretto sociosanitario.

Canossa fa da sempre capo al distretto di Montecchio, mentre Baiso e Viano, appoggiate sulla valle del Tresinaro, afferiscono al distretto di Scandiano. La transizione non è stata particolarmente semplice per i fuoriusciti, spesso immersi in realtà molto lontane da loro.

Viano e Baiso, in particolare, si sono ritrovate nell’Unione Tresinaro Secchia assieme a quattro colossi come Scandiano, Casalgrande, Rubiera e Castellarano, realtà ricche e popolose a cavallo fra via Emilia e zona ceramiche, con esigenze molto diverse da quelle della collina rurale. Adesso i vari amministratori hanno iniziato a ragionare per far rientrare chi ha salutato, aggiungendo al gruppo anche Vezzano, altra realtà “a metà”: come distretto fa capo a Reggio Emilia; come Unione si trova assieme a due Comuni ricchi e molto più abitati, Albinea e Quattro Castella.

Alla base del progetto vi sono alcune modifiche legislative regionali che tolgono il vecchio vincolo sui distretti. Oggi per un ente è possibile afferire anche a una Unione dei Comuni rimanendo comunque in un altro distretto sanitario e scolastico.

In pratica, per la gestione di alcuni servizi e di progettazioni territoriali, Canossa, Baiso, Viano e Vezzano potrebbero far parte dell’Unione appenninica e allo stesso tempo rimanere legati agli attuali distretti per questioni di Ausl e di scuola.

Sono paesi di collina, se non proprio di montagna, di dimensioni medio-piccole, con una parte verde e rurale piuttosto sviluppata e una popolazione diffusa fra tante borgate; in una Unione appenninica si ritroverebbero in una dimensione probabilmente più consona alla loro natura.

Per ora non vi sono ancora dei passi concreti in questo senso, ma si è comunque registrata una volontà di massima per approfondire concretamente il discorso. È chiaro che il cammino dovrà essere calibrato nel dettaglio e concordato sia con i coordinamenti provinciali, sia con le altre Unioni dei Comuni coinvolte.

A oggi l’Unione conta su sette componenti: Castelnovo Monti, Carpineti, Casina, Toano, Vetto, Villa Minozzo e Ventasso, nato dalla fusione di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto.

Si parla di circa 34.000 abitanti, in un’area con forti problemi di spopolamento. Anche in questo senso, inserire paesi con una maggiore vivacità abitativa e occupazionale potrebbe essere un sostegno prezioso. —





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