Le richieste a Vecchi dei pensionati «Marciapiedi buoni welfare e sicurezza»
Intervistati dal sindacato 2.400 ultrasessantacinquenni Chiesto un tavolo permanente per risolvere i problemi
Reggio città dei bambini, come vuole la narrazione consolidata, ma anche e sempre degli anziani. Su poco più di 170mila abitanti, nel capoluogo infatti circa il 25% della popolazione ha più di 65 anni, registrando un continuo aumento degli over 80. Anziani che si sentono poco sicuri, chiedono una maggior cura delle strade e dei marciapiedi, di non essere lasciati soli e di essere aiutati a tenere in ordine la casa, che nel frattempo è diventata troppo grande per loro. Fra le richieste, anche essere accompagnati a fare visite mediche e terapie. È quanto emerge dal questionario dello Spi-Cgil presentato ieri alla Camera del Lavoro da River Tagliavini del sindacato pensionati, a cui hanno risposto quasi 2.400 iscritti residenti a Reggio: un quadro delle richieste di questa fascia di popolazione destinata ad aumentare e a essere sempre meno autosufficiente.
LE RICHIESTE
Bisogni sintetizzati in tre richieste precise rivolte al sindaco, Luca Vecchi, che ha partecipato ai lavori del convegno, a cui si è aggiunto l’invito a risolvere le questioni illustrate e a dar vita ad un Tavolo permanente sui problemi degli anziani a Reggio, attorno al quale si siedano Comune, sindacati pensionati, Ausl e associazioni di volontariato del settore.
LE PERCENTUALI
Le richieste principali emerse dal questionario sono: una maggior presenza della Polizia Municipale (a conferma di una elevata percezione di insicurezza segnalata dal 60% degli intervistati); la sistemazione della viabilità (inteso come stato delle strade e marciapiedi, oltre che del verde pubblico); la richiesta di un servizio di assistenza domiciliare più personalizzato (ovvero un servizio in grado di rispondere a richieste nuove a cui oggi non è attrezzato a far fronte). Anche in questo caso tre le richieste più frequenti dei pensionati: un aiuto ad accudire la casa (spesso troppo grande per una persona sola), essere accompagnati a visite e a terapie e avere compagnia per non essere lasciati da soli o parcheggiati a guardare la tv.
LE DOMANDE
Lo spaccato offerto dal questionario, composto da 40 domande, conferma poi anche il doppio ruolo che oggi il pensionato è chiamato svolgere nella nostra società. Il 25% degli intervistati vive solo, il 75% aiuta i figli principalmente badando ai nipoti e, nel 30%, dei casi danno una mano ai figli anche dal punto di vista economico. Chi ha bisogno di assistenza nell’80% dei casi viene aiutato dalla famiglia, il 4% ha una badante e il 4% si avvale dei servizi sociali. A conferma di una tenuta complessiva di una rete familiare e parentale che surroga i servizi sociali.
TEMPO LIBERO
Rispetto al tempo libero il 36% di chi ha risposto lo trascorre davanti alla televisione, il 30% leggendo libri e giornali e il 10% fa volontariato. Il 60% degli intervistati ha dichiarato di non sapere usare il computer. Nel 50% dei casi, pur vivendo in città, i pensionati per spostarsi utilizzano prevalentemente l’auto, il 20% motorino e bici e il 13% i mezzi pubblici.
L’economia
Rispetto alla situazione economica, quasi il 90% dichiara di trovarsi in una situazione buona o sufficiente e, nell’87% dei casi, vive in una casa di proprietà o in usufrutto. Di questi l’8% ritiene la propria abitazione inadeguata a causa di barriere architettoniche o perché troppo grande o per l’elevato costo di gestione. L’86% dichiara di trovarsi in uno stato di salute buono o discreto e il 90% si dichiara autosufficiente. Due dati che per lo Spi potrebbero essere sovrastimati. —
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