Ridendo e scherzando il capo della Lega appunta croci alla lista di proscrizione
Non può esserci altra fonte all’infuori di lui? Noi prendiamo ordini solo dagli avvenimenti
la risposta
Finalmente! Abbiamo conferma che la Gazzetta di Reggio è nella lista di proscrizione della Lega.
Perché, prima dell’altra sera, questa era solo una larvale percezione insinuata dai suoi rappresentanti in loco. Ci voleva il capo col suo pronunciamento post coenam (dopo cena, con i militanti a Rubiera).
Così, ridendo e scherzando, Matteo Salvini appunta croci su coloro che ritiene nemici. Probabilmente il capo della Lega che spesso principia i suoi post con “roba da matti” e li conclude con “bacioni” ha commesso un fallo di reazione maturato già nella mattinata dell’altro ieri in piazza Prampolini quando ha visto la nostra vignetta in prima pagina: lui con la casacca del Modena a Modena e sempre lui con la casacca granata della Reggiana quando è a Reggio... Proprio lui che era ed è un appassionato di una divisa al dì.
Quando Salvini dichiara che per lui la Gazzetta di Reggio vale zero zero zero significa che - non portando acqua al suo mulino come a quello di nessun altro - non esiste altra cronaca, altra interpretazione, altra fonte, altra dipendenza all’infuori di lui. Quello dei pieni poteri.
Sappia il capo leghista che siamo fierissimi della sua croce, che neanche vogliamo condividere con Fazio o Saviano.
E perché mai?
Siamo solo noi i responsabili della nostra libertà. “Vita grama”? “Brutta vita”? No, felicissima perché gli ordini li prendiamo dagli avvenimenti. Siamo noi a cercarli, non il contrario.
Non vagoliamo temporaneamente per l’Emilia-Romagna e non abbiamo d’accompagnare nessuno o nessuna per le piazze, i mercati, i caffè.
Siamo a Reggio dall’Ottocento (quello del Risorgimento, dell’Unità d’Italia) e, rinnovati, da 40 anni a raccontare la città e la provincia contemporanee.
Circa il dopo cena, a Salvini neo-amante del nostro sublime Meridione va ricordata una colta prescrizione medievale della Scuola Medica Salernitana: Post prandium stabis, post coenam ambulabis. Dopo pranzo sosta, dopo cena fatti una camminata. —
Stefano Scansani
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