«Strage, Paolo Bellini potrebbe non essere l’unico indagato»
L’avvocato dei famigliari delle vittime dopo la condanna dell’ex Nar Cavallini «Termine delle indagini scaduto, la Procura generale dovrà assumere decisioni»
reggio emilia. «Il 28 dicembre è scaduto il termine dell’indagine su Paolo Bellini e nei suoi confronti la Procura generale dovrà assumere decisioni. Riteniamo possa non essere l’unico interessato dall’indagine». E poi: «Abbiamo questo dovere che ci muove: continuare in tempi brevi la battaglia sui mandanti. Questa è la prossima tappa». Lo ha detto l’avvocato Andrea Speranzoni, difensore dei familiari delle vittime della Strage di Bologna, facendo il punto insieme agli altri legali del collegio (Roberto Nasci, Gianluca Alifuoco, Antonella Micele, Alessandro Forti) e rappresentanti dell’associazione dei familiari, con il presidente Paolo Bolognesi.
Una dichiarazione arrivata subito dopo la condanna all’ergastolo in primo grado per l’ex terrorista dei Nar Gilberto Cavallini, nel processo sulla Strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, che causò 85 morti e oltre 200 feriti. La sentenza è stata letta giovedì dalla Corte d’Assise, dopo sei ore e mezza di camera di consiglio. Ma, oltre al processo all’ex Nar, la Procura generale di Bologna sta conducendo anche un’inchiesta sui mandati della strage.
In ogni caso, «il prossimo passaggio – conclude il legale – che coinvolgerà gli interessi dei nostri assistiti, degli enti pubblici e dell’opinione pubblica sarà un pezzo di verità importantissima su chi ha finanziato, favorito, coordinato e ottimizzato il risultato politico della Strage».
Sono tre gli elementi portati dalla Procura generale che hanno indotto il gip a riaprire le indagini su Bellini, dopo aver ha ottenuto lo scorso 28 maggio dal gip Francesca Zavaglia la revoca del non luogo a procedere, datato 28 aprile 1992, per l’ex Primula Nera. I tre elementi sono: il fotogramma estrapolato da un filmino amatoriale Super 8, girato da un turista tedesco la mattina del 2 agosto 1980; un’intercettazione ambientale che riguarda Carlo Maria Maggi, ex capo di Ordine Nuovo, condannato per la Strage di Brescia e morto dicembre 2018, dove il medico parlando con il figlio disse di essere a conoscenza della riconducibilità della strage di Bologna alla banda Fioravanti e che all’evento partecipò un «aviere», che portò la bomba (Bellini era conosciuto nell’ambiente della destra per la passione per il volo); le risultanze del processo di Palermo sulla trattativa “Stato-Mafia”, dalla cui sentenza di primo grado risulta la sussistenza di rapporti tra Paolo Bellini e Sergio Picciafuoco, quest’ultimo, seppur definitivamente assolto dal delitto di partecipazione alla strage dopo la condanna in primo grado, certamente presente alla stazione di Bologna la mattina della strage.
Nel marzo scorso, inoltre, proprio durante il processo a Cavallini, fra gli atti acquisiti dalla Corte d’assise anche l’assoluzione dell’ex procuratore di Bologna ed ex capo del Dap, Ugo Sisti per favoreggiamento nei confronti di Bellini. La Primula Nera ha sempre proclamato la sua totale estraneità alla strage, sostenendo come alibi di trovarsi al passo del Tonale. —
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