All’istituto Carrara il 97% degli ex studenti ha trovato un lavoro
L’istituto professionale fa un bilancio della sua attività Inaugurato ieri il Plesso D dopo lavori per 600mila euro
GUASTALLA. «Documentare il proprio operato è doveroso: il nostro istituto ha voluto dare conto degli impegni assunti, dell’uso delle risorse, dei risultati conseguiti, degli effetti sociali prodotti, nell’ambito di un dialogo tra la scuola, i propri studenti, le loro famiglie, la comunità locale e produttiva, con l’obiettivo preciso di migliorare i propri risultati».
Così si è espresso il dirigente scolastico Gianluca Verrucci, ieri mattina, nell’Aula Magna del polo scolastico guastallese, nell’esporre la rendicontazione sociale dell’istituto “Mario Carrara”. Poco più tardi, nel “Plesso D” oggetto nei mesi scorsi di lavori di miglioramento sismico per un totale di 600mila euro finanziati da Provincia e Regione, si è svolta la cerimonia d’inaugurazione alla presenza del sottosegretario alla presidenza della Regione Giammaria Manghi, della vicepresidente della Provincia di Reggio Ilenia Malavasi, del sindaco di Guastalla Camilla Verona insieme al vicesindaco Matteo Artoni. Presenti anche i responsabili dell’Ausl, associazione Pro.Di.Gio dell’Ic. “Ferrante Gonzaga”, del Centro di formazione professionale e della dirigente scolastica dell’istituto “Russell” Barbara Fava.
Il “Carrara” negli anni, ha sempre visto aumentare la popolazione scolastica che dimostra di apprezzare l’offerta formativa. Tra gli ex studenti solo il 3% è ancora in cerca di occupazione. Il lavoro invece lo ha già trovato il 97% di loro: di cui il 39% a tempo determinato, l’8% a tempo indeterminato, il 24% come apprendisti e il restante 30% con lavori a chiamata o con contratto di collaborazione.
Tra i corsi più frequentati figurano: servizi socio-sanitari 45%; manutenzione e assistenza tecnica 20%; servizi commerciali 35%. «Come istituto, per il futuro – ha concluso Verrucci – intendiamo consolidare i risultati raggiunti; potenziare soprattutto le competenze del triennio di ciascun indirizzo di studi, attraverso un curriculum professionalizzante; consolidare una didattica per competenze, progettata in modo condiviso e trasversale; accompagnare gli alunni nell’assolvimento dell’obbligo scolastico; rinforzare la motivazione allo studio in un’ottica di apprendimento permanente; incrementare il numero di alunni diplomati con votazioni superiori alla media del triennio precedente; analizzare i risultati a distanza». —
M.P.
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