Droga al fratello in cella La Corte d’appello dimezza la condanna
REGGIO EMILIA. Nel giugno 2018 il marocchino Hicham Brahimi cercava di introdurre poco meno di un grammo di hascisc – nascondendolo nelle cuciture dei pantaloncini – nel carcere della Pulce per consegnarlo al fratello lì ristretto, inoltre nella perquisizione a casa vennero trovati altri 110 grammi di “fumo” (un panetto) e un bilancino di precisione.
Accusato di detenzione illecita di hascisc – con l’aggravante dello spaccio che doveva avvenire in carcere – il marocchino era stato condannato dal gup Luca Ramponi a 4 anni e 2 mesi di reclusione. Giudicandolo con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo), il magistrato aveva considerato quel panetto di droga una rilevante quantità. Di diverso avviso – martedì scorso – la Corte d’appello di Bologna che ha accolto la tesi del difensore Federico Bertani, cioè che la pena è eccessiva in quanto quell’etto di “fumo” è inquadrabile come modesta entità. Di diverso avviso il pg che ha chiesto la conferma della condanna di primo grado. Pur mantenendo l’aggravante dello spaccio tentato in carcere, in Appello il marocchino 50enne ha visto limata la condanna di due anni, dando spazio all’ipotesi lieve. Brahimi sta pagando il suo debito con la giustizia agli arresti domiciliari in città. —
T.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google