In drappello in Comune per portare 2.000 firme contro la fabbrica a Zurco
Cadelbosco Sopra, spiazzato il sindaco Bellaria tempestato di domande. Nell’assemblea di Aria Pulita decisa una raccolta fondi e studi tecnici su aria e ambiente
CADELBOSCO SOTTO. Violazione del patto dei sindaci siglato nel 2013 per ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica; raccolta fondi per far fronte a consulenze tecniche e legali sia sulla correttezza del progetto sia sugli atti amministrativi; studio tecnico sulla situazione ambientale del territorio cadelboschese con simulazioni degli effetti sull'ambiente della futura azienda nell'area ex Zurco. Questi i primi obiettivi del comitato Aria Pulita che, la sera di venerdì 10 gennaio, alla sala “Gemmi”, ha tenuto un’altra assemblea per dire no alla “fabbrica delle polveri”.
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Nella mattna di sabato 11 gennaio Claudio Giacca, presidente del comitato, insieme a una trentina di cittadini, è andato in municipio a consegnare le 2.000 firme raccolte, tra cui quella dell'ex sindaco Tania Tellini, contro l’impianto. Il sindaco Luigi Bellaria, un po' spiazzato nel vedere tanta gente, ha accolto il gruppo in sala consiliare dove è partito un acceso dibattito durato circa un'ora e mezza. «Durante l'incontro – ha esordito Giacca – ho avuto come l'impressione che il sindaco volesse sospendere l'iter per la realizzazione della fabbrica, cercando qualche “appiglio”. Fino a ora – ha continuato Giacca – abbiamo sentito solo chiacchiere ma noi vogliamo che eventuali decisioni vengano scritte nero su bianco».
Tornando all'assemblea, dopo una breve introduzione durante la quale ha fatto il punto della situazione, Giacca ha invitato i cittadini a una mobilitazione di massa per giovedì 16 a “L'Altro Teatro”, durante l'incontro elettorale con i candidati consiglieri del Pd Andrea Costa e Ottavia Soncini. A seguire ha preso la parola Marco Piccinini, consigliere d'opposizione, che ha ribadito che l'aria di Cadelbosco Sopra è la più inquinata d'Europa. «Il progresso che uccide non va bene – ha detto – Non ci fanno accendere fuochi d'artificio, c'è il blocco delle auto e poi insediamo una fabbrica definita dalla Provincia “insalubre di prima classe”. Io non mi faccio raccontare da un imprenditore ciò che è giusto per il nostro territorio. Questo signore ha comprato un terreno all'asta e lo rivende per un suo tornaconto personale. L'amministrazione comunale, a fronte di un investimento di 30 milioni di euro, dovrà pur incassare una percentuale. Ma dov'è questa cifra? È stata messa a bilancio?».
Convocato il “Tavolo Zurco” c’è pure il comitato Aria pulita
Quindi l'intervento di Marino Zani, capogruppo di “Cadelbosco per tutti”. «Noi parliamo solo di salute – ha detto – e ribadiamo che non c'è alcuna strumentalizzazione politica». Zani, poi, ha evidenziato alcune difformità tra quello che il sindaco Bellaria aveva detto in consiglio comunale, sui social e in assemblea e quello che invece riporta la Valutazione preventiva ambientale, presentata il 18 luglio 2019. La Valutazione parla di un investimento di 30 milioni dell’azienda «ma non c'è nessun documento – ha detto – che parli di qualità dell'aria. Eppure il nuovo regolamento di polizia impone sanzioni ai trasgressori ma per la futura azienda non ci sono limitazioni. È stato violato il patto dei sindaci, firmato nel 2013 che sanciva di diminuire le emissioni di Co2 del 20%».E ancora: «Quando abbiamo chiesto informazioni al sindaco, ci ha detto che non c'era ancora nessun progetto. Ma nell’Autorizzazione unica ambientale risulta che nell’impianto verranno lavorate 420mila tonnellate di barbottina da dove usciranno 300mila tonnellate di prodotto finito. E le altre 120mila tonnellate dove andranno a finire?».
È poi salito sul palco un tecnico della combustione il quale si è detto «molto preoccupato» perché sulla base dei dati dell'Autorizzazione ambientale, l'impianto brucierà 2.650 metri cubi di metano all'ora, «il che significa che produrrà 5.2 tonnellate ora di Co2». Ha chiuso gli interventi Luca Savigni, tecnico ambientale che, vista la scarsità di dati contenuti nell’Autorizzazione, ha proposto di fare uno studio di base sulla situazione ambientale di Cadelbosco, in ordine a tutti i parametri consentiti dalla normativa vigente. In più, predisporre uno studio-simulazione sugli effetti della nuova fabbrica in modo da poterli confrontare, un domani, con i dati dell'azienda o da Arpae.
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