In via Longarone scoppia la guerra delle transenne
Dopo la denuncia dell’agente della municipale, la replica di un inquilino e del geometra: «Impediscono a moto e auto di andare sotto i portici»
scandiano. La “guerra delle transenne” ha un indirizzo e un numero civico: via Longarone 7, Scandiano. È lì, in quel grande condominio anni Settanta, con porticato e cortile interno, palazzone fatto a ferro di cavallo e nel quale vivono almeno una cinquantina di famiglie, che ogni sera si consuma la battaglia dei cavallotto: c’è chi toglie e allontana l’unica transenna estraibile, tra le numerose che bloccano gli accessi al palazzo a motorini e biciclette, e c’è invece chi, ogni sera, va a cercarla per rimetterla a posto. E così da anni.
«Quegli sbarramenti li abbiamo dovuti mettere – raccontano il proprietario di uno degli appartamenti e Cristian Cigni, il geometra che segue i lavori dello stabile – per l’inciviltà di molti: auto, motociclette e biciclette andavo sotto i portici del palazzo. E se le transenne sono ancora lì, dopo tanti anni e numerose assemblee di condominio, vuole dire che la maggioranza dei proprietari le vuole».
Uno, però, di sicuro, non è d’accordo. Si tratta dell’agente di polizia municipale – sede di lavoro Sassuolo – Manuel Caminati, che da molti anni ha avviato una battaglia per eliminare gli sbarramenti fino a rivolgersi a un avvocato e secondo il quale i cavallotti «almeno un centinaio che bloccano gli ingressi del condominio, impedendo l’accesso ai disabili e rendendolo difficoltoso alle persone anziane, sono pericolosi e fuorilegge perché rappresentano delle barriere architettoniche». Sempre secondo Caminati, la galleria del palazzo deve «essere di libero accesso perché ospita uffici pubblici, un supermercato, centri e negozi».
Dall’altra parte della barricata si fa presente che: «L’accesso libero al palazzo c’è, ed è quello difronte alla sede della polizia municipale. Passando lì anziani e disabili non hanno problemi».
Una puntualizzazione arriva anche sull’uomo caduto perché inciampato sui cavallotti. «Macché – dicono geometra e inquilino – si è sentito male ed è svenuto. Per fortuna che c’erano le transenne, altrimenti si faceva ancora più male». —
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