Sconto Imu del 30% sui negozi affittati La misura piace alle associazioni
Confedilizia e Confcommercio approvano e rilanciano «Una scelta corretta da esportare anche in altre realtà»
correggio. Promossa da Confedilizia e Confcommercio l’iniziativa del Comune di Correggio di ridurre fortemente l’Imu, l’imposta comunale sugli immobili, a carico di quei proprietari di negozi sfitti che trovino un nuovo locatario.
Una decisione presa in seguito alla chiusura, nelle scorse settimane, di quattro attività, con la quinta, la cartolibreria Scaltriti che chiuderà tra un mese. «Si tratta di contrastare – aveva spiegato Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio – il fenomeno delle serrande abbassate, in particolare nel centro storici».
Secondo Annamaria Terenziani, avvocatessa e presidentessa di Confedilizia, associazione che tutela i proprietari immobiliari, si tratta «di una scelta corretta e da esportare anche in altre realtà».
«L’abbattimento dell’imposta del 30% – prosegue Terenziani – assieme ad altre misure sul centro storico per combattere la piaga dei negozi sfitti, è una scelta che da tempo Confedilizia chiedeva anche a fronte della cancellazione della cedolare secca sui contratti di locazione commerciale che il governo ha deciso, contro il parere di tutti gli operatori del settore». Terenziani chiede che la misura venga replicata in altri Comuni «a partire dal capoluogo provinciale, già da quest’anno. Una riduzione significativa dell’Imu – conclude – tenuto conto degli effetti positivi che da sempre ha avuto in ogni settore il “bonus” fiscale, ha ampia probabilità di scuotere un mercato già gravato da troppe imposizioni».
Una posizione che trova pienamente d’accordo anche il presidente di Confcommercio provinciale Davide Massarini, secondo il quale, però, per salvare il commercio al minuto «c’è bisogno lavorare, chiedendo leggi chiare – spiega – anche sul fenomeno del marketplace (i siti di intermediazione online per la compravendita di beni o servizi, come Amazon, ndr) e sulla sharing economy, in particolare sul fronte dell’offerta turistica, con l’obiettivo di contrastare la concorrenza sleale che taglia le gambe, nel primo caso, ai negozi di prossimità e nel secondo al comparto alberghiero. «Si tratta – precisa – di un tema sovranazionale che ha, però, forti ricadute locali perché finché i giganti dell’intermediazione online potranno vendere in Italia e pagare tasse irrisorie all’esterno, il nostro commercio di prossimità ne risentirà».
Massarini chiede una mobilitazione generale «anche scendendo in piazza – afferma – perché tutti i cittadini capiscano che, con le regole attuali, il rischio è di perdere qualcosa di importante come la possibilità di acquistare qualcosa sotto casa».
Non solo però, Confcommercio, sta anche organizzando dei corsi di formazione specifici per negozianti «perché ci rendiamo conto che per contrastare le chiusure è anche necessario, in alcuni casi, superare la mancanza di ricambio generazionale e, spesso, dare gli strumenti per stare al passo con i tempi». E dunque si parlerà di accompagnamento alla digitalizzazione del negozio, di rinnovamento merceologico e dell’assortimento, di come tenere e vendere la merce. —
C.O.
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