Dazi, scade l’ultimatum a Parmigiano e Lambrusco
Oggi l’incontro a Washington tra l’Ue e gli Stati Uniti per riaprire il confronto Prandini (Coldiretti): «Con la nuova black list Trump punta a raddoppiarli»
REGGIO EMILIA. Se entrassero in vigore dazi del 100% ad valorem sul vino italiano una bottiglia di lambrusco, venduta in media oggi al dettaglio in Usa a 10 dollari, ne verrebbe a costare 15, con una rilevante perdita di competitività rispetto alle produzioni non colpite. A riportare danni nella guerra commerciale in atto non è solo il Parmigiano Reggiano. Una battaglia, quella sui dazi, che non è ancora entrata nel vivo, con tanto di preoccupazioni da parte del re dei formaggi (che negli Usa vende prodotto per 400 milioni di dollari) e del Lambrusco, finiti con parte dell’agroalimentare italiano in mezzo a questa disputa commerciale con gli Stati Uniti.
Oggi sarà un giorno cruciale per capire da che parte tira il vento. Il commissario Ue al commercio Phil Hogan incontra infatti a Washington il rappresentante Usa al commercio Robert Lighthizer, i segretari al commercio e tesoro Wilbur Ross e Steven Mnuchin. Nella capitale americana Hogan incontrerà anche la dg del Fmi Kristalina Georgieva e diversi responsabili di imprese. Scopo dei colloqui, ha indicato la Commissione, «identificare un terreno comune per soluzioni condivise allo scopo di rafforzare le relazioni commerciali». In realtà le relazioni bilaterali sono ancora molto tese: dopo i dazi sull’acciaio e sull’alluminio europei, Trump ha minacciato dazi contro l’auto europea (in particolare tedesca), contro la Francia a causa della tassa nazionale sui gruppi digitali, infine l’Omc ha autorizzato gli Usa a imporre dazi su 7,5 miliardi di prodotti europei per le sovvenzioni pubbliche ad Airbus (colpirebbero anche l’Italia).
Ieri si è conclusa infatti la procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio americano sulla nuova lista allargata sui prodotti Ue da colpire. È scaduto così l’ultimatum sui nuovi dazi da applicare anche ai cibi base della dieta mediterranea Made in Italy contro i quali il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha scritto proprio ai commissari Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski e al commercio Phil Hogan in vista della missione a Washington.
Proprio Coldiretti precisa che sotto attacco ci sono il re dei formaggi ma anche vino, olio e pasta Made in Italy oltre ad alcuni tipi di biscotti e caffè esportati negli Stati Uniti per un valore complessivo di circa tre miliardi.
«Coldiretti apprezza gli sforzi messi in campo per cercare di bloccare la disputa commerciale con l’amministrazione Usa, che speriamo possano avere esito positivo, ma vorremmo sottolineare la necessità che la Commissione europea agisca il più rapidamente possibile». Il presidente della Coldiretti chiede pertanto a Bruxelles «di trovare risorse sufficienti e misure di compensazione per gli agricoltori» che in Italia stanno già soffrendo gli effetti dei dazi aggiuntivi del 25% entrati in vigore il 18 ottobre 2019 che hanno colpito per un valore di mezzo miliardo di euro prodotti come Parmigiano Reggiano, ma anche salami, mortadelle, e tanto altro. Con la nuova black list Trump – sottolinea la Coldiretti – minaccia di aumentare i dazi fino al 100% in valore e di estenderli a circa i 2/3 del valore dell’export del Made in Italy agroalimentare in Usa che è risultato pari al 4,5 miliardi in crescita del 13% nei primi nove mesi del 2019, secondo l’analisi della Coldiretti. —
E.L.T.
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