«Ho esagerato Non posso vedere mio figlio e soffro Chiedo scusa»
Il racconto del 49enne arrestato nel fine settimana A processo per le botte ai carabinieri, il giudice lo libera
Sant’Ilario. Sarebbe stato il forte dolore provocato dalla separazione obbligata dal figlio a farlo eccedere nell’uso dell’alcol, che poi lo ha indotto a reagire con violenza contro i carabinieri, intervenuti per placarlo.
«Chiedo scusa per quanto ho fatto – ha detto Altim Rama, ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia –. Non ricordo più niente... Ho commesso due gravi errori: bere troppo, prima, e poi reagire in modo violento. So che non è una giustificazione, ma la lontananza forzata da mio figlio mi sta distruggendo».
Così il 49enne, di origine albanese e residente a Castelfranco Emilia (Modena) che, nella notte tra sabato e domenica ha portato lo scompiglio in via Roma, davanti al bar Canaan. L’uomo, su di giri per l’alcol, era diventato troppo molesto e aveva iniziato a litigare con un altro avventore, finendo per minacciarlo con la sua cintura dei pantaloni. E aveva tenuto sotto scacco pure i carabinieri della stazione locale, intervenuti su richiesta del cliente minacciato e del gestore del locale.
Alla vista dei militari, ha preso pure loro a male parole, poi aveva cominciato a tirare calci e a spintonare. Due militari sono poi finiti all’ospedale per farsi medicare e ne sono usciti con una prognosi di dieci giorni. Uno di loro è stato recentemente premiato dall’Arma per il salvataggio di una donna.
Ieri mattina, smaltiti i postumi della sbornia, Rama è comparso in tribunale a Reggio Emilia, assistito dall’avvocato Luca Mastrorigo, per la direttissima. Il legale ha chiesto i termini a difesa e l’udienza si è aggiornata per il 17 marzo prossimo. Nel frattempo l’imputato, che deve rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, ha potuto raccontare la sua versione dei fatti. Che, a sorpresa, non riguardano tanto il motivo che ha innescato la discussione con l’altro cliente («Non ricordo nulla», ha detto), bensì ciò che l’ha indotto a bere così tanto da diventare violento. L’uomo è reduce da una storia d’amore importante finita nel peggiore dei modi, e ora è costretto a stare lontano da suo figlio.
«Sono disperato – ha ammesso, confidando il dramma che sta vivendo – e ho esagerato, finendo per perdere il controllo. Chiedo scusa». Il giudice, alla fine, pur convalidando l’arresto, lo ha rimesso in libertà, con il solo obbligo di firma, in attesa della prossima udienza. —
M.F.
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