Sesso con il 16enne, il pensionato tace in aula
L’uomo resta in carcere e chiederà di essere interrogato più avanti. La difesa: «La vicenda è diversa da come appare»
REGGIO EMILIA. Pochi minuti, ieri in aula, per una delle vicende più sconvolgenti degli ultimi tempi.
Stiamo alludendo al pensionato sessantenne che è accusato – finendo sabato mattina in carcere – di aver fatto sesso con un sedicenne, lo ha pagato con denaro (anche per comprare sostanze stupefacenti) o pacchetti di sigarette. Non solo, ma dal ragazzino è riuscito a ottenere, sempre dietro compenso, delle foto di nudo. In più partecipava a gruppi sui social in cui veniva scambiato materiale pedopornografico con fotografie e video di rapporti sessuali tra bambini oppure tra adulti e bambini. Lo stesso pensionato ha diffuso materiale del genere e lo ha fatto vedere anche al ragazzino, dopo avergli chiesto di far parte di questi gruppi. Ieri il sessantenne – di cui non forniremo elementi per identificarlo perché vicino di casa del sedicenne di cui va tutelata la privacy come vittima minorenne – si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia tenutosi davanti al gip Dario De Luca. Prelevato sabato dai carabinieri mentre era in casa, quest’uomo (non sposato) è giunto in tribunale scortato dagli agenti di polizia penitenziaria. È apparso molto teso, tremolante a tal punto da faticare nell’atto conclusivo della firma del verbale. Un breve passaggio giudiziario per poi rientrare in cella. All’uscita dall’aula parla l’avvocato difensore Costantino Diana che ha sostituito il collega di studio Liborio Cataliotti: «Il nostro assistito non è un soggetto pericoloso – commenta il legale davanti ai taccuini – e le cose non sono come appaiono, sono ben diverse. Ci sarà tempo e modo per spiegare la vicenda». Quest’ultima affermazione lascia intendere che l’indagato – attraverso il difensore – chiederà più avanti di essere sentito in Procura a Bologna, in quanto è la magistratura competente per questi terribili reati, cioè prostituzione e pornografia minorile e adescamento di minori. Di questo delicato caso se ne stanno occupando i carabinieri della sezione operativa di Reggio Emilia, coordinati dal pm bolognese Luca Venturi. Le indagini sono partite nel febbraio dell’anno scorso, quando la madre del ragazzino aveva letto i messaggi sul telefonino del figlio e – sconvolta dalla scoperta – si era rivolta ai carabinieri. Dagli screenshot dei messaggi che la madre ha consegnato agli agenti, infatti, è risultato che il sedicenne aveva avuto più volte rapporti sessuali dietro compensi o favori col sessantenne. —
T.S.
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