Affidi, il pm Salvi ha chiuso le indagini In 26 nel mirino, stralciate 4 posizioni
Nicolini, Gazzotti e Burani verso l’archiviazione. Le accuse più pesanti sono per Anghinolfi, Foti, Monopoli e Bolognini
In piena campagna elettorale per le elezioni regionali, piomba la fine dell’indagine “Angeli e Demoni” con al centro gli affidi – considerati illeciti dal pm Valentina Salvi, titolare dell’inchiesta – di alcuni minori in Val d’Enza. Inchiesta divenuta ben presto un caso nazionale e che nel giugno scorso vide scattare diverse misure cautelari. Ieri i carabinieri di Reggio Emilia hanno notificato a 25 persone l’avviso di fine-indagini, mentre per una 26esima posizione (l’assistente sociale Cinzia Magnarelli) potrebbe già arrivare il patteggiamento a fine mese.
Sono 108 i capi di imputazione contestati dalla Procura nell’atto (è un documento di 71 pagine) che di solito prelude a una richiesta di rinvio a giudizio. Rispetto ai 102 capi d’imputazione iniziali, 11 sono stati stralciati ma ne sono stati aggiunti altri. La struttura accusatoria appare, comunque, sostanzialmente confermata: «La massiccia attività svolta successivamente all’esecuzione della misura cautelare – scrive il procuratore capo Marco Mescolini – attraverso l’escussione di ulteriori persone informate sui fatti, le nuove consulenze tecniche svolte, gli interrogatori resi da alcuni degli indagati, appositamente corroborati da mirati riscontri, e non da ultimo l’analisi del materiale informatico e documentale in sequestro, ha consentito non solo di confermare le ipotesi accusatorie già riconosciute dal gip in fase cautelare, di integrare il quadro probatorio in relazione a talune non riconosciute dal gip stesso in fase di emissione della misura e anche di individuare nuove fattispecie».
Le accuse restano pesanti per quattro persone: Federica Anghinolfi (dirigente del servizio sociale della Val d’Enza), Francesco Monopoli (assistente sociale), Nadia Bolognini (psicoterapeuta della onlus “Hansel e Gretel”) legata a Claudio Foti, a capo della stessa associazione e pure lui indagato. Per l’accusa gli assistenti sociali, operatori e psicoterapeuti da una parte attestavano falsamente che i bambini erano stati oggetto di violenze (anche sessuali) da parte dei genitori, dall’altra facevano pressione psicologica sui minori per far raccontare loro episodi di violenza mai avvenuti. E con relazioni ad hoc inducevano in errore il Tribunale dei minori di Bologna portandolo a ritenere l’allontanamento dalla famiglia d’origine una decisione necessaria. I bambini – sono stati accertati una mezza dozzina di casi – in alcuni casi venivano affidati a coppie di amici degli assistenti sociali. Esce parzialmente ridimensionata la posizione di Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano. Il primo cittadino Pd resta dunque accusato di un’ipotesi di abuso di ufficio e di un’altra di falso, mentre non sono più presenti due imputazioni di abuso di ufficio in concorso. Carletti risponde di irregolarità sull’affidamento del servizio sociale. Per il pm contribuì a rendere possibile lo stabile insediamento di terapeuti della Hansel e Gretel all’interno dei locali della struttura pubblica “La Cura”, pur consapevole dell’assenza di una procedura a evidenza pubblica e dell’illiceità del sistema. Avrebbe inoltre sostenuto, «nella permanenza di tali illecite condizioni» la attività e l’ampliamento delle attribuzioni a favore del centro studi anche attraverso pubblici convegni organizzati a Bibbiano. Stralciate e vanno verso l’ archiviazione due posizioni in chiave Ausl, cioè Fausto Nicolini (direttore generale) e Federica Gazzotti (a capo dell’ufficio stampa). Stesso destino per Paolo Burani (ex sindaco di Cavriago), mentre ha già ottenuto l’archiviazione l’avvocato Marco Scarpati.
Ora si aprono – per legge – i 20 giorni in cui le difese potranno richiedere interrogatori o ulteriori indagini oppure depositare memorie, poi con le richieste di rinvio a giudizio da parte della Procura si approderà all’udienza preliminare. —
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