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«Diga, una illusione Occorre riconvertire il modo di irrigare»

Sant’Ilario, oggi alle 21 un incontro pubblico organizzato dal Movimento 5 Stelle 

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IL DIBATTITO

“Crisi idrica in Val d’Enza. Andare oltre la diga”. È il tema dell’incontro pubblico in cui il M5S, oggi alle 21 al centro culturale Mavarta, presenterà la sua proposta alternativa alla diga di Vetto. Saranno presenti il geologo Alberto Iotti e i candidati alla regione Natascia Cersosimo, consigliera comunale di Cavriago e perito agrario; Noberto Vaccari, architetto; Gianni Bertucci, consigliere comunale a Reggio ed esperto di risparmio energetico. «La diga è un illusione del passato – dicono Cersosimo, Vaccari, Bertucci, Paola Soragni, Vincenzo Riccobene e Luisa Catellani, candidati M5S –. Rappresenta una risposta di 30 anni fa ad un problema che non è più lo stesso. I cambiamenti climatici hanno portato ad un clima più instabile. E sono sempre 30 anni che tutti promettono la diga ma in verità nessuno ha intenzione di farla. Anche perché il problema della crisi idrica è una emergenza e non possiamo aspettare 20 anni prima che sia pronta». Di conseguenza il M5S propone soluzioni a breve e medio termine, puntando in primo luogo sul risparmio idrico . «La riconversione dei sistemi di irrigazione del prato stabile, da scorrimento ad aspersione, porta a una riduzione del consumo idrico del 90%, senza ripercussioni sulla produzione (dati da progetto di ricerca triennale Crpa 2005-2007)».

Poi, occorre «dotare gli agricoltori degli strumenti finanziari adeguati alla riconversione degli impianti di irrigazione. Essendo la riconversione degli impianti di irrigazione un punto importante per poter realizzare una politica di risparmio idrico, questa riconversione deve essere sostenuta politicamente per reperire in ambito comunitario i fondi necessari, in quanto l’acqua è un bene comune e deve essere per questo tutelata. Oppure utilizzare i Consorzi di bonifica come Water service company, cioè finanziare gli investimenti degli agricoltori tramite i Consorzi di bonifica, con affitto/mutuo degli impianti per un’efficiente irrigazione: il risparmio economico viene suddiviso tra agricoltore e Consorzio, il primo paga qualcosa in meno tutti gli anni mentre il secondo ripaga gli investimenti fatti per conto dell’agricoltore. Le tariffe vengono adeguate per tutti, in maniera tale da sfavorire gli agricoltori che consumano tanta acqua e favorire chi aderisce al risparmio idrico. Il concetto è mediato dalle realtà, di grande successo in ambito industriale, delle Energy service company (Esco). Società che investono in risparmio energetico per conto dei clienti: una parte del risparmio va a vantaggio del cliente, che ogni anno paga qualcosa in meno, il resto va tutto alla Esco per ripagare l’investimento (e guadagnare). I Consorzi potrebbero così affrontare un investimento cumulativo in attrezzatura da affittare poi agli agricoltori, che potrebbe anche essere un affitto/mutuo (dopo un certo periodo le attrezzature divengono di proprietà dell’agricoltore). Oppure all’agricoltore converrebbe delegare al Consorzio anche la manutenzione nel tempo delle attrezzature, mantenendo l’affitto». Terza proposta: «Dopo aver realizzato quanto sopra, sono ipotizzabili piccoli bacini a basso impatto ambientale». —

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