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Due anni per le botte al padre «Sono pentito, voglio curarmi»

Miriam Figliuolo
Due anni per le botte al padre «Sono pentito, voglio curarmi»

San Martino in Rio: ha patteggiato la pena il 45enne tossicodipendente arrestato il 26 agosto. L’avvocato Russo: «Ora è consapevole, cerchiamo una struttura idonea»

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SAN MARTINO IN RIO. La dipendenza da droga e alcol lo ha trascinato in un abisso senza fondo di disperazione, ed è riuscita a farlo diventare violento nei confronti dei suoi stessi genitori. In più occasioni ha cercato di estorcere loro denaro per comprarsi le dosi, arrivando a minacciarli, urlare frasi di odio e disprezzo, desiderare persino la loro morte. Perché il padre e la madre sapevano bene a che cosa sarebbero serviti quei soldi, e non hanno mai voluto cedere.

Fino a quando, il 26 agosto scorso, in preda a una crisi di astinenza la mano del figlio si è levata contro l’anziano padre. Gli ha stretto il collo fino quasi a soffocarlo. L’intervento dei carabinieri ha evitato il peggio. Il genitore è uscito dall’ospedale con una prognosi di sette giorni.

Il figlio, un 45enne di cui non riveliamo l’identità per tutelare la privacy della famiglia, è stato arrestato in flagranza di reato.

È finito in carcere e, ieri, ha affrontato l’udienza preliminare in tribunale a Reggio patteggiando due anni e 10 mesi, assistito dall’avvocato del foro reggiano Angelo Russo. Le indagini sono state condotte dal pm Giacomo Forte.

Il suo caso è reso ancora più difficile da una invalidità certificata: soffre di disturbi bipolari con scompenso psicotico ed è seguito dal servizio di Salute mentale del distretto Ausl di Correggio.

Ma da quell’abisso, forse, il 45enne sta trovando una via d’uscita, la speranza che arriva con la consapevolezza e la volontà di venirne fuori. In questi mesi ha scritto lettere struggenti ai genitori, chiedendo loro perdono.

Il richiamo del figlio non poteva non essere ascoltato. Da diverse settimane il padre e la madre hanno ripreso a fargli visita nei momenti concessi dalle rigide regole della restrizione in carcere.

Ieri, davanti al gup Dario De Lucia, affiancato dal suo legale, l’uomo si è lasciato andare e ha ripercorso le tappe drammatiche della sua storia. «Ha preso coscienza che la sua condotta dipendeva dall’abuso di droga e alcol – spiega l’avvocato Russo –. Ed è seriamente intenzionato a venirne fuori. Adesso stiamo valutando. Cerchiamo una struttura idonea a un programma di recupero».

Il 45enne è disoccupato e vive con gli anziani genitori, la tossicodipendenza e l’alcolismo hanno aggravato la sua situazione sanitaria già precaria, facendolo diventare sempre più aggressivo con il padre e la madre, che riteneva responsabili del fatto di non volergli accordare i soldi necessari per le dosi. Fino al grave episodio del 26 agosto e all’arresto con le accuse di tentata estorsione, aggravata dal fatto di essere avvenuta ai danni della madre e del padre, e maltrattamenti in famiglia. L’estrema tappa di una calata all’inferno dalla quale però ora, pare, stia riuscendo a risalire. —


 

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