«In America sono più libera di essere davvero me stessa»
REGGIO EMILIA. Sono tanti i motivi per cui si decide di comprare un biglietto aereo e andare via, lontano da una vita a volte troppo stretta. «Viviamo in un mondo dove l’aspetto fisico e l’apparenza in generale contano – confessa Michelle Alberini –. Quando sei adolescente certe affermazioni, certi comportamenti ti fanno male e tendi ad essere una persona diversa. Io mi piaccio così come sono ma allo stesso tempo non volevo essere messa da parte».
La giovane reggiana ha spiegato che anche negli States è stata giudicata tante volte, ma i pettegolezzi e gli sguardi pesavano meno, era più libera di essere se stessa; così come i classici stereotipi da pizza, mafia e mandolino che più e più volte Michelle ha tentato di sfatare con un sorriso o una battuta. Una grossa differenza che la ragazza ha notato tra l’Italia e gli Usa è il sistema scolastico nella sua interezza: «Gli anni di superiori sono minori, si è sicuramente più seguiti, le attività extra-scolastiche sono molto apprezzate e servono per un curriculum futuro. Gli insegnanti, inoltre, hanno una vera e propria vocazione al mestiere, ti insegnano ad amare il sapere, vogliono essere lì per te non solo per un giudizio».
Michelle prima di partire ha ricevuto molte critiche da alcuni professori che non credevano in lei pensando di farla desistere e voleva abbandonare la scuola, in Connecticut ha trovato persone che l’hanno spronata e che hanno apprezzato la sua voglia di impegnarsi e il percorso che sta intraprendendo. «La differenza più grande tra qui e là? Sicuramente il principio di meritocrazia. Oltre a fare bene i test viene valutata la voglia di fare e la passione» ha spiegato. Ora il sogno di Michelle è quello di poter trovare un lavoro così da prolungare il costoso visto americano che le serve per poter continuare ad essere felice. —
N.N.
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