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L’Avis festeggia i nonni nel ricordo del fondatore e dei volontari scomparsi

Alessandro Zelioli

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MONTECCHIO. Ha tagliato il traguardo delle quaranta edizioni, la tradizionale “Festa dei nonni”, quella che Avis Montecchio organizza dal lontano 1980 nella domenica che ricorda il battesimo di Gesù.

E l’associazione volontari del sangue, che a Montecchio è condotta da un triennio da Marco Castagnetti, anche quest’anno e in collaborazione con la parrocchia di San Donnino, mantenendo fede al protocollo ormai rodato, ha dapprima partecipato alla santa messa nella Casa della carità in memoria del proprio fondatore, il medico Adalberto Zavaroni, cui la sezione montecchiese è dedicata, e anche a suffragio dei donatori scomparsi. Alla presenza dei vertici dell’Avis e dei volontari, tra cui anche alcuni storici che hanno raggiunto cifre record di donazioni, la festa è poi proseguita tra canti, balli e un pranzo luculliano offerto da Avis Montecchio, alla casa di riposo. Immancabile il taglio della torta celebrativa alla presenza dei parroci montecchiesi, don Angelo Orlandini e monsignor Antenore Vezzosi, che hanno rimarcato l’importanza di un gesto semplice nella sua realizzazione, ma molto importante come quello della donazione di sangue e emoderivati. Una raccolta che Avis Montecchio ha implementato e che consente a chiunque lo desideri di avvicinarsi al mondo della donazione di sangue in qualunque momento, prendendo accordi con la sede situata nella palazzina di fronte all’ospedale Franchini.

La donazione di sangue è spesso bistrattata e ancora poco diffusa, ma rappresenta un gesto semplice e percorribile da tantissima popolazione, utile soprattutto per le banche del sangue che, in alcuni periodi dell’anno, lamentano carenze, soprattutto per i gruppi più difficilmente diffusi. —

Alessandro Zelioli

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