Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia, falsi domicili: la Questura in un anno ha rifiutato di rilasciare 341 permessi di soggiorno

Reggio Emilia, falsi domicili: la Questura in un anno ha rifiutato di rilasciare 341 permessi di soggiorno

Il bilancio 2019 dell'attività dell’Ufficio Immigrazione: 20.602 i permessi rilasciati, 27 rimpatri, 35 accompagnamenti ai Cpr e 116 decreti di espulsione. Sbordone: "Molto soddisfatto"

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Falsi domicili e false convivenze. Sono in tutto 341 i casi in cui si è proceduto al rifiuto o all'irricevibilità delle richieste di permesso di soggiorno. E' quanto reso noto dalla Questura, stilando il bilancio 2019 dell'attività dell’Ufficio Immigrazione. 

Un bilancio del questore di Reggio, Antonio Sbordone, si dice "molto soddisfatto". Secondo i dati diffusi dalla Quesura, sono stati in totale 20.602 i permessi di soggiorno rilasciati. Di questi, 5.528 per famiglia, 6.006 per lavoro subordinato,1.107 per lavoro autonomo, 1.509 per richiesta asilo, 175 per riconoscimento asilo o protezione sussidiaria.

PRESENZE E NAZIONALITA'. A Reggio, complessivamente, sono presenti 28.291 stranieri. Per quanto riguarda il resto della provincia, invece, i comuni con la maggiore presenza di cittadini stranieri regolari sul territorio nazionale risultano Correggio (2.766 cittadini stranieri), Novellara (2.080 cittadini stranieri) e Guastalla (1.930 cittadini stranieri). 

Il numero maggiore di permessi di soggiorno sono stati rilasciati a cittadini provenienti dal Marocco, dalla Cina, Nigeria, India, Ucraina, Albania e Pakistan.

RIFIUTI. Per quanto riguarda i 341 casi di rifiuto o revoca, "fra le cause - spiegano dalla Questura - che più hanno portato ad addivenire a un rifiuto di rilascio di permesso di soggiorno vi sono i falsi domicili e le false convivenze, scoperte dai controlli cistanti effettuati dagli operatori di polizia".

Sono stati inoltre 64 i casi in cui il Questore di Reggio Emilia ha dovuto revocare un soggiorno precedentemente concesso. "Tra le cause più frequenti vi è quella della lunga assenza dell’interessato dal Territorio Nazionale - spiegano dalla Questura - Ma i casi di revoca hanno interessato anche soggetti considerati pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, soggetti considerati autori di gravi reati quali quelli contro la persona, contro il patrimonio e altri".

RIMPATRI. Sempre secondo i dati diffusi, l’Ufficio Immigrazione ha organizzato 27 rimpatri verso l’Albania, Tunisia e Marocco. Sono stati 35 gli accompagnamenti (l’ultimo dei quali è avvenuto martedì verso il Cpr di Roma di un cittadino marocchino, Rarbaoui El Mostafa, classe 1975, con precedenti di polizia per reato contro il patrimonio) presso i centri di permanenza per rimpatri di Bari, Torino, Caltanissetta, Potenza, Roma.

Per coloro che, a seguito di decreto di espulsione, hanno accettato di tornare volontariamente nel proprio territorio (in tutto 7), l’Ufficio Immigrazione ha disposto il ritiro del passaporto e l’obbligo di firma presso gli uffici della Questura in attesa di trovare un vettore per organizzare l’effettivo rimpatrio. Sono stati invece 116 i decreti di espulsione emessi dal questore, con l’ordine di abbandonare il territorio nazionale entro 7 giorni.

Per poter disporre i rimpatri e gli accompagnamenti sono stati impiegati nel corso dell’anno in totale circa 264 uomini della Questura.

"Questa attività così intensa - aggiungono dalla Questura - è il risultato dei continui controlli straordinari effettuati per tutto l’anno 2019 in città e in provincia, nati dall’impulso del Questore Sbordone, che dal momento in cui si è insediato due anni fa ha sempre avuto come obiettivo primario il contrasto all’immigrazione clandestina".

CONTROLLI.  Per un totale di circa 208 giornate, i controlli straordinari sul tutto il territorio hanno visto il costante coinvolgimento degli operatori del posto di polizia di via Turri, che si sono concentrati soprattutto nella stazione storica e nelle zone limitrofe. Per effettuare questi servizi sono stati richiesti i rinforzi al Ministero e, per un totale di oltre mille uomini, si è avuto l’ausilio anche del Reparto Prevenzione Crimine Emilia Romagna Occidentale. Per ogni giornata sono state circa tre le pattuglie messe a disposizione dalla Questura e in molti casi i servizi sono stati svolti con l’ausilio dell’unità cinofila.

 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google