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LA RABBIA DI LEGAMBIENTE 

Strage di alberi a Mancasale «Troveremo i responsabili»

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Reggio emilia. In seguito alle numerose segnalazioni pervenute agli uffici comunali, a causa delle foto apparse sui social network riguardo il disboscamento nell’area di Mancasale, nella giornata di lunedì 13, le guardie ecologiche volontarie (Gev) di Legambiente sono state incaricate di effettuare i primi rilievi sul terreno in cui sono stati cancellati centinaia di esemplari arborei, in pochi giorni.

Tutta la legna, accatastata in un solo grande ammassamento, tale da raggiungere un volume di circa 900 metri cubi, raccoglieva anche pezzi di tronco appartenenti a piante ad alto fusto.

«Chi ha fatto questi lavori ha pensato bene – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente – di rimuovere ed occultate le ceppaie, le uniche che potevano darci un’indicazione certa della dimensione delle piante e del loro numero. La ditta, al momento ancora sconosciuta, ha agito nel fine settimana, in un momento in cui l’area industriale, già scarsamente popolata, era al mimino di frequentazione per la chiusura delle ditte».

Al momento del sopralluogo è stato possibile identificare solo una minima parte dei buchi in cui vi era senza dubbio una pianta, ma le foto satellitari e stradali, le ultime risalenti a maggio 2019, offrono un’immagine di un’area ampiamente popolata da esemplari arborei spontanei autoctoni, anche di una certa dimensione.

E aggiunge Massimo Becchi: «Se ci fosse stata una segnalazione più repentina avremmo avuto la possibilità di avere una visione più precisa del danno e sarebbe stato possibile quantificare meglio la sanzione e la compensazione obbligatoria per chi cagiona questo tipo di reato alla collettività. Nonché si sarebbero identificati con maggiore accuratezza i trasgressori e le motivazioni che hanno portato a questo intervento, che ancora, al momento, ci sfuggono». —

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