Gualtieri, stroncato da un malore in casa lo storico presidente della Pro loco
Ruggero Migliorini era stato tra i fondatori dell’associazione, presieduta fino a 5 anni fa. Era una colonna della Palanca sbusa e membro della Protezione civile
GUALTIERI. Lo hanno ritrovato a letto senza vita, stroncato da un malore che lo aveva colpito – probabilmente – nella mattinata di lunedì. Gualtieri piange uno dei protagonisti più attivi del mondo del volontariato, il 70enne Ruggero Migliorini, storico presidente della Pro loco. Ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati i vicini di casa, che si sono insospettiti quando hanno visto che la casa aveva le finestre chiuse: un particolare strano. Migliorini, infatti, era una persona abitudinaria e metodica: lo vedevano ogni giorno. . I sospetti sono aumentati dopo le tante telefonate a vuoto, che hanno spinto i vicini a fare intervenire i soccorsi. Purtroppo, i timori si sono rivelati fondati: il 70enne, che viveva solo, è stato trovato senza vita nel proprio letto, stroncato da un malore. Migliorini, 35 anni fa, era stato tra i fondatori della Pro loco di cui è stato a lungo presidente, sino a 5 anni fa, quando decise di fare un passo indietro per lasciare spazio ai giovani. Proprio l’associazione ha voluto ricordare l’uomo con un manifesto con cui ha espresso vicinanza ai familiari e un ringraziamento «per l’impegno e i valori che ha trasmesso».
Inoltre, Migliorini è stato fondatore nonché primo presidente – nel 1983 – della compagnia dialettale “La palanca sbusa”, di cui ha prima fatto parte come attore per poi occuparsi della scenografia e della gestione degli impianti elettrici, grazie alle sue conoscenze da perito elettrotecnico.
Ha fatto infine parte della Protezione civile, e negli ultimi tempi aveva realizzato con gli amici un barcone, in golena, che fungeva da punto di ritrovo sia per pranzi e cene goliardiche che per i turisti. «Con Migliorini – affermano il sindaco Renzo Bergamini e il presidente della Pro loco Luigi Ferrari – se ne va una figura benvoluta dalla comunità, sempre in prima linea nell’organizzazione degli eventi». L’uomo lascia la sorella Alice, il cognato Giuseppe e i nipoti Marco e Maria Chiara. —
A.V.
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