Chiesto il fallimento Gli undici dipendenti dell’Hotel Cristallo restano senza lavoro
La struttura alberghiera chiusa dal luglio dello scorso anno Licenza revocata fino alla conclusione dell’iter procedurale
REGGIO EMILIA. Sono a casa senza lavoro e senza stipendio gli undici ex dipendenti dell’Hotel Cristallo. La struttura alberghiera di via Gramsci, inaugurata nel 1985, è infatti inoperosa dallo scorso 30 giugno. Non è bastato il passaggio, che risale al primo novembre 2018, della disponibilità dell’edificio (di proprietà della famiglia Torricelli) dalla Immobiliare Santa Croce alla società milanese Benwelcome srl.
Il personale in servizio aveva dovuto smistare verso altre strutture quanti si erano prenotati per una sosta reggiana nei mesi di luglio e agosto ma, ovviamente, si era subito reso conto che qualcosa andava storto. «Non sono bastate le giustificazioni legate ad adeguamenti per la prevenzione da incendi – spiega un loro rappresentante – e la comunicazione che da fine agosto si sarebbe ripreso in pieno il primitivo impegno».
I dipendenti hanno mobilitato il sindacato per un incontro chiarificatore che però è sempre stato disatteso. Fino a quando è arrivato l’annuncio di un decreto fallimentare deciso dal tribunale di Milano il 16 luglio 2019. Nulla da fare, quindi, per chi attendeva il pagamento degli ultimi stipendi e la situazione è andata progressivamente peggiorando con il passare dei mesi. L’insegna che annunciava l’attività alberghiera è stata frattanto ricoperta e ora chi arriva a Reggio – ci troviamo lungo la strada che collega la stazione Mediopadana e l’uscita dell’Autosole con la città – non ha più la possibilità di fermarsi per un sia pur temporaneo alloggio.
Intanto, su consiglio del sindacato Cgil, tutti i dipendenti hanno presentato le proprie dimissioni per giusta causa per mancate retribuzioni dal maggio al licenziamento, avvenuto nel luglio 2019. Tutti avevano infatti continuato a prestare inutilmente servizio ma poi si sono dovuti arrendere per il mancato ricevimento della retribuzione oltre che degli altri compensi come il trattamento di fine rapporto (Tfr).
Per continuare a svolgere il servizio originario la struttura necessita ora di una regolare licenza che, in caso di procedura fallimentare già avviata, è praticamente impossibile da ottenere prima della conclusione dell’iter procedurale. Tutti i dipendenti (alcuni dei quali in servizio da decenni) hanno avviato le pratiche Naspi per gli indennizzi, ma intanto restano senza lavoro. —
L.V.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
