Furgone con 27 migranti abbandonati: arrestati
Indagati un albanese residente a Reggio e altre dieci persone: sono coinvolti in un giro di falsi permessi di soggiorno
REGGIO EMILIA. Una rete criminale dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina è stata smantellata ieri dalle Fiamme gialle di Parma.
L’operazione della guardia di finanza è scattata all’alba di ieri e ha visto impegnati oltre cento militari. Su disposizione del Gip, cinque persone sono state condotte in carcere, fra le quali un albanese residente a Reggio Emilia, mentre due sono state poste agli arresti domiciliari.
Complessivamente invece sono undici gli indagati.
L’attività di indagine è durata oltre un anno e mezzo ed è scaturita dal monitoraggio delle prestazioni erogate da un centro elaborazione dati con sede a Parma. Dalle banche dati è emerso come il centro avesse fornito, nell’ultimo biennio, assistenza fiscale a centinaia di persone extracomunitarie, molte delle quali con precedenti penali, che necessitavano di rinnovare o convertire il permesso di soggiorno.
In un primo filone investigativo l’attività delle Fiamme gialle si è focalizzata sulla predisposizione e la presentazione di documentazione fiscale ritenuta fittizia, finalizzata a garantire a cittadini extracomunitari il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno con il pagamento di somme di denaro fra i 100 e i 300 euro.
In un secondo filone, invece, è emerso come un indagato, con la collaborazione di un intermediario nigeriano, si fosse avvalso della sua ditta individuale di fatto inattiva per consegnare, dietro pagamento di un compenso (600 euro per un contratto di lavoro), buste paga fittizie da 25 euro ognuna attestanti la falsa attività lavorativa a extracomunitari che avevano necessità di convertire o rinnovare il permesso di soggiorno.
In un terzo filone d’indagine, infine, è emerso come cinque indagati (quattro dei quali residenti nel territorio parmense e uno nella provincia di Reggio Emilia) avessero organizzato e attuato, nell’aprile 2019, il trasporto di 27 cittadini pakistani e indiani dall’Italia verso altri Paesi dell’Unione Europea.
L’episodio era venuto alla luce quando una pattuglia della Stradale, avvertita da un’automobilista in transito al casello autostradale di Bruere nel Torinese, aveva trovato in un furgone 27 persone abbandonate dall’autista, che aveva fatto perdere le sue tracce dandosi alla fuga. Sono ora in corso ulteriori indagini per identificare e quantificare in dettaglio tutte le persone extracomunitari che si sono rivolte allo studio per l’elaborazione delle dichiarazioni false, poi utilizzate per l’ottenimento dei permessi di soggiorno. —
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