Nel 2019 più di ventimila permessi di soggiorno rilasciati dalla questura
reggio emilia. Falsi domicili e false convivenze. Sono in tutto 341 i casi in cui i poliziotti reggiani hanno rifiutato le richieste di permesso di soggiorno. Ma sono molti di più quelli rilasciati: oltre 20mila. Sono questi alcuni dei dati resi noti dalla questura che, ieri, ha stilato il bilancio 2019 dell’attività dell’Ufficio Immigrazione.
Bilancio di cui il questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, si dice «molto soddisfatto». Complessivamente sono stati 20.602 i permessi di soggiorno rilasciati: di questi 5.528 per famiglia, 6.006 per lavoro subordinato, 1.107 per lavoro autonomo, 1.509 per richiesta asilo e 175 per riconoscimento di asilo o protezione sussidiaria. Per quanto riguarda invece i numeri dei migranti reggiani, nel Comune capoluogo complessivamente sono presenti 28.291 stranieri con permesso di soggiorno mentre in provincia i Comuni con la maggiore presenza di migranti sono Correggio (2.766), Novellara (2.080) e Guastalla (1.930). Il numero maggiore di permessi di soggiorno sono stati rilasciati a cittadini provenienti da Marocco, Cina, Nigeria, India, Ucraina, Albania e Pakistan.
Tornando ai 341 casi di rifiuto o revoca dei permessi, «fra le cause principali – spiegano dalla questura – vi sono i falsi domicili e le false convivenze, scoperti dai controlli effettuati dagli operatori di polizia». Sono stati inoltre 64 i casi in cui il questore ha dovuto revocare un soggiorno precedentemente concesso. «Tra le cause più frequenti vi è quella della lunga assenza dell’interessato dal territorio nazionale – spiegano da via Dante – I casi di revoca hanno interessato anche persone considerate pericolose per l’ordine e sicurezza pubblica o autori di gravi reati».
Sempre secondo i dati diffusi, nel 2019 l’Ufficio immigrazione ha organizzato 27 rimpatri verso Albania, Tunisia e Marocco e 35 accompagnamenti presso i centri di permanenza per rimpatri di Bari, Torino, Caltanissetta, Potenza e Roma. Per coloro che a seguito di decreto di espulsione hanno accettato di tornare volontariamente nel proprio territorio (in tutto 7), la questura ha disposto il ritiro del passaporto e l’obbligo di firma in attesa di organizzare il rimpatrio.
Sono stati invece 116 i decreti di espulsione emessi dal questore con l’ordine di abbandonare il territorio nazionale entro sette giorni.
Per poter disporre rimpatri e accompagnamenti sono stati impiegati nel 2019 circa 264 poliziotti: «Questa attività così intensa – aggiungono dalla questura – è il risultato dei controlli straordinari effettuati per tutto l’anno in città e in provincia, nati dall’impulso del questore che dal momento in cui si è insediato – due anni fa – ha sempre avuto come obiettivo primario il contrasto all’immigrazione clandestina». Per un totale di circa 208 giornate, i controlli straordinari su tutto il territorio hanno visto il coinvolgimento degli agenti del posto di polizia di via Turri, che si sono concentrati soprattutto nella stazione storica e nelle zone limitrofe.
Per effettuare questi servizi sono stati richiesti i rinforzi al ministero e, per un totale di oltre mille uomini, si è avuto l’ausilio anche del Reparto prevenzione crimine Emilia-Romagna occidentale. Per ogni giornata sono state circa tre le pattuglie messe a disposizione dalla questura e in molti casi i servizi sono stati svolti con l’aiuto dell’unità cinofila. —
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