Gazzetta di Reggio

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ELEZIONI REGIONALI 2020 

Salvini-Sardine, a Bibbiano resa dei conti prima del voto

Roberto Fontanili
Salvini-Sardine, a Bibbiano resa dei conti prima del voto

Il 23 gennaio il leader della Lega torna nel luogo-simbolo dello scontro politico Il Movimento di sinistra pronto a ribattere con Bella Ciao e i tradizionali slogan

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Prima il tema della riapertura dei centri nascita in Appennino, poi il caso Bibbiano con l’inchiesta “Angeli e Demoni”. Gli ultimi spiccioli della campagna elettorale per le elezioni regionali del 26 gennaio 2020, ripropongono temi, in verità dejà vu, che diventano l’ultimo terreno di uno scontro infinito. L’inchiesta sugli affidi in val d’Enza si è chiusa nei giorni scorsi con l’avviso recapitato a 26 indagati e con un ridimensionamento delle accuse (da quattro a due) al sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, che deve rispondere di abuso d’ufficio e di falso.

Ma Bibbiano, comunque, resta l’involontario epicentro di questa campagna elettorale e il prossimo 23 gennaio sarà teatro di uno degli ultimi scontri di piazza tra Matteo Salvini e il Movimento delle Sardine. Il primo ha deciso in maniera non proprio inaspettata di chiudere a Bibbiano la propria campagna elettorale e di tener fede alla sua strategia elettorale di “usare la clava con Bibbiano”, mentre le seconde – come hanno fatto anche a Casalecchio di Reno – scendono in piazza e ribattono colpo su colpo. Mentre il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini il 5 gennaio scorso ha deciso di cancellare la propria visita, la Lega torna a Bibbiano puntando in un continuo rilancio in un confronto-scontro indifferente ai temi politico-amministrativi regionali, che va autonomamente e indipendentemente dal percorso giudiziario.

Esattamente come era scritto in quel “pizzino” dimenticato da un candidato del Carroccio, Salvini la clava sul caso affidi la sta usando e dall’altra parte le Sardine lo aspettano a piè fermo, per accoglierlo in un clima di contestazione sulle note di Bella Ciao e urlare “Bibbiano … non si lega”, “Gli sciacalli passano e le sardine restano” e “Bibbiano non abbocca”.

Fino al 23 gennaio sarà tutta una girandola di commenti e di polemiche. Dallo stesso Matteo Salvini che anche ieri ha rilanciato sostenendo su Bibbiano: «Mi auguro che qualcuno finisca in galera, ma aldilà dei processi, a sinistra penso che qualcuno debba chiedere scusa». Così come fa il candidato del centrodestra Lucia Borgonzoni, che accusa il Pd «di colpevole leggerezza politica su fatti politici e noi faremo chiarezza sul sistema degli affidi».

Dichiarazioni a cui hanno subito replicato i parlamentari del Pd reggiano prendendo spunto dal pronunciamento della Cassazione che ha annullato la misura cautelare contro il sindaco di Bibbiano: «Ci addolora – hanno sostenuto – che alcune forze politiche abbiano lucrato in modo indegno su questi accadimenti, pretendendo di svolgere il processo nelle piazze». Mentre il sindaco di Bologna Virginio Merola, sulla presenza della Lega a Bibbiano, ha sostenuto che «è una presenza che evidenzia che non hanno niente da proporre. Fanno solo polemiche e strumentalizzano situazioni particolari, cercando di generalizzarle, e non si capisce quale sia la loro proposta per la nostra regione».

«Pene esemplari e uno stop all’esternalizzazione dei servizi di psicoterapia per i minori in affido che aumentano i rischi di degenerazione» sono le richieste della consigliera comunale pentastellata a Cavriago e candidata alle Regionali Natascia Cersosimo che per prima un anno prima dell’avvio dell’inchiesta segnalò le anomalie nei servizi sociali della Val d’Enza. —



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