Sei denunciati per la strada di Concrete Green
Una carraia privata nelle campagne di San Bernardino trasformata in una strada con il “Concrete Green”, un inerte artificiale prodotto da una società veronese che deriva dalla lavorazione dei rifiuti e già finito al centro di inchieste in Veneto (a cura della Dda di Venezia) e nel Modenese. È l’oggetto dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Iacopo Berardi, mandata avanti dai carabinieri forestali del Nipaaf. Le indagini, supportate dalle analisi dell’Arpae, fanno emergere la presenza di alti quantitativi di inquinanti. Quanto basta per considerare rifiuto vero e proprio il materiale depositato e come una discarica quella strada. Sono sei gli indagati che, a vario titolo, ora dovranno rispondere per la realizzazione di una discarica di rifiuti pericolosi, di sistemazione e consolidamento di una carraia in difformità all’autorizzazione paesaggistica, della realizzazione di un piazzale ancora in assenza di autorizzazione paesaggistica: tre refenti della Tavellin Greenline di Cerea (che commercializza il Concrete Green), i proprietari dell’azienda agricola in cui strada e piazzale sono stati realizzati, marito e moglie di 77 e 64 anni di Novellara, nonché il direttore dei lavori, un professionista di 66 anni di Suzzara. Il Comune ora ha emesso un’ordinanza per la rimozione dei rifiuti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google