Sono oltre 400 gli studenti con disabilità non solo fisiche
REGGIO EMILIA. Fra le note di merito che Unimore può appuntarsi sulla giacca figura indubbiamente l’impegno dedicato all’accoglienza e all’inclusione agli studi di giovani con disabilità e difficoltà di apprendimento. A vent’anni di distanza dalla legge (n.17 del 1999) che ha esteso l’accesso all’università delle persone con disabilità, l’ateneo di Modena e Reggio ha censito i risultati raggiunti tramite corsi di formazione offerti a studenti e studentesse disposti a diventare tutor di questi laureandi.
Emerge così che gli iscritti e le iscritte con disabilità sono passati da poche decine ad alcune centinaia comprendendo giovani con disabilità fisiche ad altri con disturbi specifici nell’apprendimento (Dsa).
Nell’anno accademico 2018 si sono contati 360 studenti con Dsa (296 invece quelli con disabilità fisiche) e nell’anno in corso sono state superate le 400 unità.
Unimore si è distinta nella diffusione di queste nuove prassi soprattutto grazie a due iniziative intitolate “Università21” e “Quasi Amici” che hanno trovato forte impulso proprio nella nostra città.
L’ Università21 è un progetto di inclusione che permette ai giovani con disabilità cognitive di seguire percorsi di studio universitari grazie ad una convenzione siglata fra il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, l’Ausl e il Comune di Reggio. Si tratta di una esperienza pilota, unica a livello nazionale, che si inserisce pienamente nelle attività di “terza missione” dell’Ateneo e consente agli studenti di Università21 di partecipare alle attività del corso di laurea affiancati da educatori.
Ad oggi sono 11 i giovani coinvolti e la convenzione potrebbe essere presto estesa ad altri dipartimenti.
Il progetto Quasi Amici ha poi avuto il battesimo nel 2015 a Reggio Emilia e Carpi dalla collaborazione dell’Associazione “Il tesoro nascosto”. Lo coordina il professor Loris Vezzali e si sviluppa d’intesa con le Ausl locali e la collaborazione del Servizio accoglienza disabili e Dsa. L’idea è quella di affiancare a persone con disabilità in attività quotidiane dei “quasi amici” che vengono formati attraverso un corso on-line su aspetti chiave della disabilità con un focus particolare sulle componenti psicologiche. Davvero sorprendente il fatto che, in soli quattro anni, oltre 200 studenti sono diventati “quasi amici” di giovani con disabilità.
Fra le esperienze di ricerca attivate va segnalato inoltre il progetto Tide (New Tool For Inclusion of Dyslexic Students) che vede proprio Unimore come capofila e si incentra sul tema dell’inclusione.
Viene finanziato dall’Unione Europea e, dal 2016, viene realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Atene, l’Università Goldsmith di Londra, il Provveditorato agli studi di Vienna e l’ente di formazione professionale modenese ForModena.
L’intento è quello di individuare le carenze dei diversi sistemi formativi e mettere a punto le modalità per un passaggio graduale dalla scuola secondaria all’università. —
L.V.
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