Allarme bomba in Comune a Bibbiano I sindaci: «Basta con il clima di odio»
Dopo la telefonata anonima, evacuati municipio e sede dei Servizi sociali dell’Unione che fa quadrato a difesa dei lavoratori
Una telefonata anonima, pochi minuti dopo le 8, negli uffici dei Servizi sociali del Comune di Bibbiano, area adulti. A ricerverla un’assistente sociale. A farla, ieri mattina, la voce di un uomo, accento meridionale. In sottofondo altre voci. Con tono agitato e dopo una serie di improperi e insulti, annuncia: «Tra poco passo di lì e vi lancio una bomba».
L’evacuazione
Non è la prima volta che Bibbiano e tutto ciò che ruota intorno al municipio e agli uffici comunali e dell’Unione finiscono nel mirino. Dopo il 27 giugno 2019, quando l’inchiesta “Angeli e demoni” ha messo sotto accusa il servizio integrato di tutela ai minori dell’Unione Val d’Enza e sono scattati gli arresti domiciliari per la sua massima referente, Federica Anghinolfi, e per il sindaco di Bibbiano, assessore con delega ai Servizi sociali dell’Unione, Andrea Carletti (oggi lui non è più sottoposto ad alcuna misura, su decisione della Cassazione), il Comune di Bibbiano è diventato bersaglio di innumerevoli attacchi: lettere minatorie, telefonate anonime di insulti, l’invio addirittura di escrementi.
Stavolta, però, l’Unione ha deciso di reagire. Dopo aver informato i carabinieri della telefonata, la vice sindaco Paolo Tognoni, il presidente dell’Unione e sindaco di San Polo, Franco Palù, in accordo con la sindaca di Cavriago, con delega ai Servizi sociali dell’Unione, Francesca Bedogni, hanno deciso l’evacuazione degli uffici – quelli del municipio, dei Servizi sociali dove è arrivata la chiamata (sopra la biblioteca, proprio accanto al palazzo comunale principale) e la sede dei Servizi sociali di Barco – di tutto il personale.
Quindi, sono arrivati i carabinieri per la bonifica (terminata intorno alle 14), gli uomini della Digos della questura di Reggio Emilia e della polizia locale dell’Unione. L’ipotesi di reato è quella del procurato allarme. Le indagini partiranno dai tabulati telefonici. «È stata una decisione dolorosa, meditata e necessaria per tutelare l’incolumità dei cittadini e dei lavoratori» ha spiegato ieri in una conferenza stampa convocata a stretto giro la vice sindaca di Bibbiano, Paola Tognoni. «Questo clima di odio che qualcuno ha generato provoca anche questo – ci tiene a sottolineare – Cittadini e operatori che non sono minimamente coinvolti nella vicenda hanno il diritto di lavorare».
LE REAZIONI
Se, infatti, dopo un’estate di fuoco quel clima di tensione e minacce era andato via via placandosi, negli ultimi tempi – spiegano gli amministratori pubblici – si sta assistendo a una recrudescenza. Dove ancora una volta Bibbiano, nel suo complesso, per colpa della Bibbiano dell’inchiesta diventa bersaglio. «La nostra reazione vuole essere anche un segnale forte per chi va su internet, cerca il numero degli uffici comunali di Bibbiano, il cui nome è stato fatto diventare tristemente famoso e proferisce minacce: deve sapere che non rimangono impunite» evidenzia.
Durante la stessa conferenza stampa a farle eco è Francesca Bedogni: il sindaco di Cavriago dopo che è scoppiata l’inchiesta si è fatta carico della delega ai Servizi sociali dell’Unione, quella che era di Andrea Carletti: «Voglio precisare e sottolineare, se mai ce ne fosse bisogno, che nessuno dei lavoratori dell’Unione Val d’Enza oggi in servizio, né tantomeno del Comune di Bibbiano, hanno a che vedere con i fatti dell’inchiesta. È fuori luogo che vengano presi a bersaglio da chiunque, qualsiasi sia il motivo».
Ha chiarito inoltre che degli operatori (dipendenti dell’Unione) indagati, una è stata licenziata, un altro è sotto procedimento disciplinare, uno non è mai stato sospeso mentre tre che sono rientrati sono stati destinati ad altro incarico e non hanno a che fare con minori.
«I lavoratori hanno il diritto di lavorare senza temere per la loro sicurezza. Non pensavamo di dover riaffermare questo diritto in questa realtà, ma io lo riaffermo perché in questo momento ce n’è bisogno. E lo faccio – sottolinea – contemporaneamente esprimendo il massimo rispetto nei confronti di chi ritiene di aver subito, o ha subito, nell’ambito dei fatti descritti dalla procura dei torti da parte dei servizi sociali. I diritti dei minori e delle loro famiglie sono una priorità per noi, e vogliamo che si faccia luce su questa vicenda. Dall’altra parte, saremo altrettanto determinati ad affermare il diritto dei lavoratori a stare in sicurezza» conclude. —
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