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Il PREMIO in denaro 

I fratelli Bartoli «Un atto dovuto di ringraziamento ai dipendenti»

L.V.
I fratelli Bartoli «Un atto dovuto di ringraziamento ai dipendenti»

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REGGIO EMILIA. Enzo Bartoli, contitolare con i fratelli Maurizio e Dina del colosso internazionale del settore medicinale Ice, ha accolto con un sorriso l’iniziativa dei collaboratori (in particolare di Roberta Manfredi) che hanno reso pubblico il gesto dei titolari che hanno donato risorse economiche, a ricordo dell’operato svolto, a tutti i dipendenti. «Sì – afferma – non pensavo che ciò meritasse tanta eco perché per noi è stato un semplice atto di ringraziamento verso chi ci ha aiutato a far crescere l’azienda sino ad attrarre l’attenzione del private equity americano Advent International cui l’abbiamo recentemente ceduta».

Non è però cosa di tutti i giorni un rapporto così bello con il personale.

“A noi è sembrato un atto dovuto. Non abbiamo mai avuto contrasti con chi ha collaborato con noi. Tanto che, da quando è nata l’azienda, vale a dire nel 1949, a parte credo una eccezione, non abbiamo mai dovuto licenziare nessuno».

Avete premiato chi lavora nell’impresa di via Sicilia, in città. E gli altri, quelli che operano nelle società decentrate in Italia, India e Brasile?

«Non li abbiamo certamente dimenticati e a tutti abbiamo fatto un dono di carattere economico organizzando nel contempo una festa collettiva molto partecipata. In Brasile, ad esempio, abbiamo regalato dei Real e ci siamo ritrovati con quasi 650 persone a brindare; se ne sono andate circa 3.000 bottiglie di birra. Festa grande anche in India, nel cuore di quel Paese, dove abbiamo fondato una filiale 5 anni fa e dove si trovano altri 450 collaboratori. Tutti hanno lavorato con slancio e tutti andavano giustamente premiati».

E la famiglia Bartoli cosa fa ora?

«Io resto per il momento alla presidenza della Ice per garantire il normale funzionamento in attesa del passaggio totale delle consegne. Insieme ai fratelli inizierò poi a dedicarmi a una nuova “creatura”, la Bar Farmaceutica che per il momento ha sede qui in via Sicilia ma poi ci trasferiremo. È una impresa che si occupa della produzione di molecole farmaceutiche per la cura del fegato». —

L.V.

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