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Imprese reggiane È ripartita l’offerta di lavoro con 11mila contratti

L.V.
Imprese reggiane È ripartita l’offerta di lavoro con 11mila contratti

Verranno attivati nel trimestre gennaio-marzo 2020 Il diploma resta nel 37% dei casi il livello di studi più richiesto 

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REGGIO EMILIA. Sono incoraggianti i segnali che arrivano dal mondo del lavoro relativamente all’offerta di nuove occupazioni in territorio reggiano. La laurea è il titolo di studio maggiormente richiesto (16% i contratti firmati in questo mese) mentre il diploma rimane nel 37% dei casi il livello di studi più “gettonato”, seguito dalla qualifica professionale (28%) e dalla scuola dell’obbligo (19%).

È quanto risulta dalle ricerche condotte dall’Ufficio studi della Camera di Commercio di Reggio, che annuncia in oltre 11.300 i nuovi contratti previsti in attivamento nella nostra provincia nel primo trimestre, gennaio-marzo 2020. La parte più consistente sarà in questo mese (5.340); quasi altri 3.000 in febbraio e poco di più quelli prevedibili per marzo.

Molto interessante è inoltre la precisazione dei settori che richiamano in maniera più consistente i nuovi occupati, perché ciò si collega in modo concreto alle scelte che vengono suggerite ai giovani che stanno per iscriversi a nuovi corsi di studio e di professionalizzazione.

Infatti almeno 3.500 degli ingressi di gennaio riguarderà chi si è diplomato oppure è in possesso di una qualifica professionale specifica in meccanica - meccatronica - energia; amministrativo - contabile; turistico - alberghiero - enogastronomico; elettronico - elettrotecnica - informatica.

Sono questi gli indirizzi di studio che sono richiesti per almeno il 38% delle figure individuate come necessariamente presenti dagli imprenditori a partire dall’inizio dell’anno in corso. In base alle ricerche condotte dalla Camera di Commercio di Reggio attraverso il Sistema informativo Excelsior, creato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, le imprese lamentano di trovare scarse disponibilità di questi profili necessari al mercato del lavoro locale. Tanto che questa carenza è risultata pari al 427% nel Reggiano contro il 37% della Regione e il 33% a livello nazionale.

Nel primo mese del 2020 sono frattanto oltre 1.900 le offerte di lavoro che fanno riferimento a operai specializzati, a conduttori di impianti e di macchine, con un picco di 940 contratti possibili a chi svolge attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche; 570 gli ingressi proposti a cuochi, camerieri e altre professioni per le attività collegate ai servizi turistici.

Contemporaneamente cresce di tre punti percentuali, rispetto al 2019 la richiesta avanzata dagli imprenditori reggiani di figure con elevata specializzazione e di tecnici; 27 contratti su 100 riguarderanno infatti professioni hogh skills.

In particolare sono invocati specialisti nei settori informatico, ingegneristico e della produzione (430 unità); altrettanti per tecnici delle vendite e del marketing per finire con oltre 240 tecnici amministrativi, finanziari e di gestione della produzione. —

L.V.

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