In Emilia Romagna boom del co-working 13 spazi solo a Reggio
REGGIO EMILIA. Il co-working spopola in Emilia Romagna. Gli spazi di lavoro condivisi sono aumentati in maniera esponenziale negli ultimi anni, come certifica uno studio realizzato dall'università di Modena e Reggio Emilia e presentato ieri in un convegno promosso da Art-Er. Dal 2013 il numero è aumentato di 11 volte, passando da 13 a 151. Un terzo degli spazi di co-working si trova a Bologna (49), seguita nell’ordine da Modena (18), Forlì (15), Ravenna (14), Reggio Emilia (13), Ferrara e Rimini (12), Parma (11) e Piacenza (7). In prevalenza (36%, quasi un caso su tre) si tratta di spazi di co-working, ma c’è anche un numero rilevante di fab-lab (11%), incubatori e acceleratori (11%) e spazi polifunzionali (17%). Realtà importanti sono anche i laboratori aperti, spazi urbani recuperati e finanziati dalla Regione attraverso i fondi europei (7%) e gli hub culturali e creativi.
L’indagine si è svolta in due fasi: nella prima, è stata realizzata una mappatura degli spazi di collaborazione operativi in regione, per studiarne la diffusione nei diversi territori provinciali, le tipologie, gli obiettivi perseguiti e le loro dimensioni. Nella seconda fase il gruppo di ricerca ha svolto un’indagine sul campo tramite interviste a 151 fra gestori e frequentatori e l’osservazione diretta di 39 spazi. In particolare, gli spazi collaborativi ospitano persone molto diverse e svolgono funzioni differenti, dal sostegno e avviamento per chi intraprende un lavoro o una nuova professione, all'accelerazione della carriera per chi ha già un percorso alle spalle. L’indagine ha consentito inoltre di tracciare un identikit dei gestori e dei frequentatori degli spazi: i primi sono per la maggior parte lavoratori autonomi o imprenditori, quasi tutti laureati o con specializzazione post-laurea. In prevalenza uomini (57% contro 43%), hanno in media meno di 40 anni. I frequentatori sono in prevalenza uomini (62,5% contro 37,5%), laureati o con specializzazione post-laurea: solo 2 su 10 sono lavoratori dipendenti, mentre c'èuna sostanziale parità fra giovani e senior (il 32% ha meno di 35 anni, il 30% è over 50). —
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