«In un libro racconto la Siria e la guerra che ora la devasta»
SCANDIANO. C’è una guerra devastante poco distante dall’Italia, ed è quella che si sta svolgendo in Siria. Farouk Ramadan, conosciutissimo medico ora in pensione, negli anni scorsi personaggio politico locale, ha scritto un libro dedicato al suo paese di nascita, che sta vivendo uno dei momenti peggiori della storia. Il libro è stato scritto fra il 2015 e il 2019 e racconta gli eventi di un conflitto che vede coinvolti direttamente e indirettamente molti stati che vogliono imporre il loro dominio sulla Siria. Una nazione che ha il “grave difetto” di essere al centro del passaggio dei principali oleodotti che riforniscono il mondo occidentale e, al tempo stesso, ha un sottosuolo ricchissimo di petrolio e di materie prime, con riserve immense paragonabili a quelle dei paesi della penisola saudita.
«In tanti mi chiedono che cosa sta succedendo in Siria – spiega Farouk Ramadan – e perché uno stato che sembrava pacifico e in cui si potevano fare bellissimi viaggi turistici sia finito in un simile conflitto così distruttivo e lungo».
Per questo motivo è nata l’idea di fare un libro?
«Sì, ho pensato di scrivere un libro per cercare di spiegare, partendo dalle origini dell’Islam e dei successori di Maometto, la situazione che è venuta a crearsi nel mio paese di origine. La parte dedicata al passato, finalizzata a spiegare le diverse posizioni del mondo islamico, come le differenze fra sunniti e sciti, è stata necessaria per far capire al lettore il luogo e gli attori di questa guerra».
Che cosa significa questa guerra per la Siria?
«E’ terrificante, sta distruggendo tutto il paese. Per ora si conta circa un milione di morti, dieci milioni di feriti e invalidi di guerra. E milioni di civili hanno dovuto abbandonare le loro case. In Europa è arrivato quasi mezzo milione di profughi, quasi tutti in Germania e altri paesi del Nord».
Nel libro, oltre alla storia della Siria vengono raccontanti gli intrecci fra le superpotenze come Russia e Stati Uniti e il ruolo degli stati vicini, come la Turchia, che da uno smembramento della Siria spera di ottenere dei vantaggi territoriali.
Quando diventerà pubblico?
«Non lo so. L’ho scritto e spero di trovare un editore nei prossimi mesi per poterlo pubblicare». —
Paolo Ruini
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