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Infortunio alla cantina di Massenzatico padre di famiglia muore in una cisterna

Jacopo Della Porta
Infortunio alla cantina di Massenzatico padre di famiglia muore in una cisterna

Il cantiniere Sandro Santini, 52 anni, è stato risucchiato all’interno di una vaso vinario e straziato da un pala

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Stava pulendo una delle cisterne per la vinificazione della cantina sociale di Massenzatico quando è stato risucchiato all’interno e straziato da una ventola. Una morte terribile per il cantiniere Sandro Santini, 52enne, residente nella frazione reggiana con moglie e tre figli.

L’infortunio sul lavoro dagli esiti fatali è accaduto ieri poco prima delle 19 in via Beethoven.

Sulla vicenda è stata immediatamente aperta un’inchiesta dal sostituto procuratore Iacopo Berardi, che ieri si è recato sul posto per un primo sopralluogo.

Santini era dipendente da circa cinque anni e da alcuni mesi era stato nominato cantiniere, a dimostrazione evidentemente della sua perizia.

Da quanto si è appreso ieri, il 52enne stava effettuando la pulizia di alcune cisterne, dotate di una botola in basso e delle ventole al loro interno.

L’uomo si trovava dunque in basso, quando sarebbe stato risucchiato verso l’alto, all’interno della cisterna, e ucciso da un pala.

Toccherà a chi conduce le indagini (ieri sul posto c’erano i carabinieri della stazione Santa Croce e i tecnici del Servizio prevenzione sicurezza sul lavoro dell’Ausl) stabilire perché sia accaduto questo incidente.

A dare l’allarme sono stati gli altri lavoratori che erano presenti nell’area esterna della Cantina.

Subito c’è stato un ingente dispiegamento di mezzi di soccorso, del 118 e dei vigili del fuoco, ma purtroppo si è subito capito che non c’era nulla da fare per salvare la vita dell’uomo.

I vigili del fuoco hanno dovuto liberare il corpo dalla cisterna dopo che il pm Berardi ha dato l’autorizzazione a rimuovere la salma.

La “Cantina sociale del centro” di Massenzatico, è una struttura che conta su circa 180 viticoltori e si occupa di tutto il ciclo produttivo del vino.

L’incidente è avvenuto sul retro, dove si trovano le cisterne, che sono chiamate in termini tecnici vasi vinari, che servono per la fase della vinificazione. La capacità produttiva di questi impianti è di 10.500.000 litri, di cui 2.500.000 specializzati per la vinificazione con macerazione delle bucce.

Queste cisterne sono dotate sul fondo di quelle che vengono chiamate coclee di evacuazione e una pala che viene utilizzata per muovere il prodotto all’interno. «Dovevano essere spente», riferiva ieri un lavoratore agli inquirenti. Sarà dunque questo uno dei punti sui quali le indagini dovranno fare luce. Ulteriori sopralluoghi saranno svolti anche nei prossimi giorni.

Gli inquirenti devono capire quali sistemi di sicurezza sono presenti nell’impianto e quali dotazioni stesse utilizzando l’uomo per effettuare le operazioni di pulizia. In proposito sono stati ascoltati i testimoni e alcune persone che lavorano nell’impianto.

I carabinieri hanno parlato anche con il presidente della cantina e il personale amministrativo. —



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