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Maxitruffa delle giocate al Lotto: alla sbarra i presunti responsabili

Carlo Gregori
Maxitruffa delle giocate al Lotto: alla sbarra i presunti responsabili

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Tre anni di carcere e mille euro di multa a ciascuno dei due presunti capi della gang; 2 anni e 800 euro di multa a ciascuno dei 2 complici; prescrizione per alcuni reati. Questa la richiesta della pubblica accusa ieri in tribunale a Modena, concorde con le parti civili – tra cui Lottomatica, assistita dall’avvocato Anna Russo – per il processo a una banda accusata di truffare le tabaccherie dotate di collegamento con la società di gioco concessionaria del Monopolio.

GIOCATE A GO-GO

Secondo la ricostruzione degli investigatori, dei testi e della Lottomatica, la banda avrebbe creato un canale illegale di giocate a scrocco realizzando una serie di vincite con incassi complessivi da circa 250mila euro. Di questi 150mila sono stati effettivamente incassati. Cancellata l’imputazione per un modenese di 41 anni nel frattempo morto, al banco restano un 61enne di origini leccesi e un napoletano 42enne, entrambi residenti a Modena. Sarebbero i due creatori e realizzatori dei colpi del luglio 2012 contro due tabaccherie modenesi, una a Vicenza e una a Riccione. Imputati anche due presunti complici: un 47enne nato in Germania e residente a Montecchio e un 52enne residente a Modena. Tutti con precedenti nell’ambito della truffa.

IL FINTO TECNICO

«Buongiorno, sono il tecnico. Ha ricevuto la chiamata ieri da Lottomatica, vero? Bene, mi fa vedere l’apparecchio?» Si presentavano così alle vittime. Prima una finta telefonata della società di giochi che ufficializzava un controllo ad apparecchi con qualche problemino, poi un tecnico con abito “griffato” Lottomatica e il badge con un nome. «Devo controllare l’apparecchio», diceva al tabaccaio, che lo introduceva nello spazio giocate e lo lasciava solo. Il finto tecnico procedeva in interventi lunghi e fumosi, poi a un certo punto spediva un fax raccomandandosi di non spegnere la macchina alla chiusura e neppure il pc collegato. Tornava il giorno dopo: stessa procedura, stessi interventi misteriosi di riparazione e controllo, poi salutava. In questo modo, come si è poi capito nel corso di lunghissime indagini geolocalizzate, riusciva a inserirsi nel sistema del “Lotto” e “10 e Lotto”, puntare, vincere e mandare i complici all’incasso.

LO SCHEMA E I COLPI

Secondo Lottomatica, esisteva uno schema di azione preordinato per colpi seriali e con ruoli precisi tra i quattro. Da internet, la gang si procurava informazioni tecniche sul sistema telematico e i suoi punti deboli e su truffe passate simili a questa, elaboravano lo schema di azione e agivano utilizzando trucchi tecnici e il fax che comunicava le giocate. Quello che ingannava erano sempre la professionalità, reale o apparente, i loghi e le credenziali giuste al momento giusto, la carta intestata, la giacca con l’insegna, la parlantina tecnica. Insomma, un tabaccaio non aveva la possibilità di capire che era tutta una truffa. In questo modo, come ricostruito nelle indagini modenesi per sole 4 tabaccherie (ma ci sono altri casi: a Reggio si discuterà in tribunale un filone locale il 23 gennaio), le giocate manipolate andate a buon fine hanno totalizzato circa 250mila euro, dei quali 150mila incassati in altre ricevitorie, ovviamente ignare. La scoperta è stata fatta da una delle vittime, la tabaccaia di Riccione, che ha sporto denuncia attivando le verifiche di Lottomatica e le indagini dei carabinieri.

LOTTOMATICA VITTIMA

«Purtroppo – spiega l’avvocato Russo – abbiamo dovuto fare la parte dei cattivi. Lottomatica è concessionaria del Monopolio e quindi abbiamo dovuto inviare decreti ingiuntivi alle tabaccherie per chiedere indietro i soldi del danno erariale. Ma sappiamo benissimo che anche i tabaccai sono vittime. Questa incredibile truffa ha creato sfiducia tra i tabaccai, che hanno rischiato di vedersi ritirare la licenzia dal Monopolio». Alla prossima udienza, parola alle difese. —



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