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«Per senso di responsabilità la Lega non deve venire»

El.Pe.
«Per senso di responsabilità la Lega non deve venire»

L’Unione indica nei toni della campagna elettorale la colpa dei nuovi attacchi «Chi vorrebbe governare la Regione, ora dovrebbe seguire il buon senso»

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bibbiano. «Chiediamoci se abbia senso forzare la mano e fare una chiusura di campagna elettorale in questo territorio. E in particolare mi rivolgo alla parte politica, alla Lega, che deve caricarsi insieme a noi del tema della sicurezza: non si può chiudere altrove?».

LE ELEZIONI

Quello pronunciato ieri durante la conferenza stampa dal sindaco di Cavriago, Francesca Bedogni, è un appello al senso di responsabilità di chi, il 23 gennaio prossimo, ha deciso di darsi appuntamento in piazza a Bibbiano per chiudere la campagna elettorale per le elezioni regionali – la Lega – e a chi ha in programma una contromanifestazione: le Sardine.

Per gli amministratori dell’Unione Val d’Enza la campagna elettorale è responsabile della nuova ondata di attacchi contro Bibbiano. «Non possiamo non denunciare – dice decisa la Bedogni – un’escalation di tensione evidentemente collegata alla prossima scadenza elettorale. Ma ci sono dei valori che non possono essere sacrificati al consenso, quali quello della convivenza civile, del rispetto reciproco. Chiedo a tutte le forze politiche di accogliere questo appello».

Del resto, il nome di Bibbiano fin dagli albori dell’inchiesta è finito al centro del dibattito politico, dentro quel clima di eterna campagna elettorale che caratterizza la scena politica italiana.

A pochi giorni dall’ufficiale chiusura delle indagini da parte della procura di Reggio, ora Bibbiano di nuovo diventa la piazza dello scontro politico. In vista delle elezioni regionali del prossimo 26 gennaio, quando si dovrà andare a eleggere il nuovo presidente.

LE AUTORIZZAZIONI

«Toccherà alla prefettura decidere e districarsi in questo ginepraio – va avanti la Bedogni circa le autorizzazioni che dovranno essere formalizzate per gli eventi in piazza – ma starebbe al buon senso di chi organizza dire: “Abbiamo passato il segno, ci fermiamo”. Questo ci aspettiamo da persone che vorrebbero essere persone delle istituzioni, che vorrebbero governare la nostra Regione, che vorrebbero diventare i nostri interlocutori istituzionali».

E aggiunge: «Non vogliamo caricare di pressione la prefettura che si trova nella situazione di gestire tutto questo, ma il buon senso lo assuma chi organizza».

Non nasconde la preoccupazione il presidente dell’Unione, Franco Palù: «Il nostro stato d’animo non è assolutamente sereno: da sette mesi siamo sotto i riflettori e non siamo abituati. Siamo sindaci di provincia, in un territorio molto tranquillo, che vuole vivere in pace e non è abituato a tutto questo battage continuo».

IL CLIMA

«Abbiamo sentito una campagna elettorale durissima – va avanti Palù – di una elezione molto importante, che potrebbe portare l’Emilia-Romagna dopo 74 anni a non avere più lo stesso orientamento politico. Bibbiano è uno snodo fondamentale. Come mio pensiero – prosegue – essendo sufficientemente vecchio per ricordare cosa era la strategia della tensione, tutto questo rientra secondo me in una nuova strategia della tensione: il fatto di puntare sull’insicurezza della gente, così la gente richiede l’uomo forte». —

El.Pe.

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