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Sotto i riflettori da sette mesi Così la politica sacrifica Bibbiano

E.Spa.
Sotto i riflettori da sette mesi Così la politica sacrifica Bibbiano

Cortei, sfilate e strumentalizzazioni dall’inizio dell’inchiesta Salvini e Borgonzoni non arretrano: ancora un attacco al Pd

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REGGIO EMILIA. #ParlatecidiBibbiano? Da ormai sette mesi si parla sempre e solo di Bibbiano, l’antica culla del Parmigiano-Reggiano diventata suo malgrado agone elettorale in vista delle Regionali, passando da sperduto ago nel pagliaio di quella provincia emiliana tradizionalmente onesta e laboriosa a imprescindibile ago della bilancia di una battaglia politica senza esclusione di colpi, che – nelle intenzioni della Lega – vuol superare i confini emiliano-romagnoli del 26 gennaio per cercare di diventare grimaldello nazional-popolare. Sin dal suo avvio, la politica ha cavalcato all’inverosimile l’inchiesta sugli affidi, speculando su ogni singolo passaggio giudiziario a colpi di passerelle, sfilate, slogan e comunicati stampa, in una campagna elettorale permanente salita di tensione di pari passo con l’approssimarsi del voto regionale. È successo anche ieri pomeriggio, quando Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni hanno attaccato su Facebook il Pd e Bonaccini, senza fare nessuna menzione all’allarme bomba – fortunatamente rivelatosi falso – che ha sconvolto la mattinata di dipendenti e amministratori dell’Unione Val d’Enza. Per loro nessuna solidarietà. La guerre c’est la guerre.

Un piccolo paese della Val d’Enza sacrificato nel tritacarne politico per prendere il potere di un Paese intero. A fine dicembre, non più tardi di tre settimane fa, Salvini ha invocato di usare Bibbiano come una «clava», riuscendo nel corso di questi mesi a “trasferire” a Bibbiano persino un affido gestito da un Comune leghista del Comasco e gettando in pasto all’opinione pubblica una ragazzina esibita dal palco di Pontida. L’hashtag è servito. La fake news pure. L’ultradestra applaude.

Pd e centrosinistra, al contrario, spesso e volentieri hanno girato al largo, salvo poi ritrovare moti d’orgoglio nel momento in cui sono arrivate notizie considerate positive sul fronte giudiziario. Bonaccini ha cancellato last minute la visita al parco Manara prevista il 5 gennaio, quando davanti al municipio bibbianese era in programma una manifestazione di protesta. È la rinuncia su cui ieri sono tornati a speculare Salvini e Borgonzoni, omettendo di specificare chi fossero gli organizzatori della manifestazione (il comitato ultraconservatore “Famiglia e Vita”) e dimenticando anche di dire che – a fronte di duecento persone annunciate – alla fine se ne sono presentate poche decine. Dubbi e perplessità.

Assenze del Pd interpretate come abbandono. E che non corrispondono a quanto invocato dai rappresentanti dell’Unione: il desiderio di un ritorno alla normalità, che sembra destinato a cadere nel vuoto. Almeno a breve termine. E a meno di un ripensamento di Salvini e delle Sardine, che il 23 gennaio si vedranno contrapposti, amplificandosi a vicenda, in quella piazza che dal 27 giugno ha già visto di tutto, compreso il sedicente esorcista a caccia di visibilità: un riminese che si definisce diacono della Milizia di San Michele Arcangelo, folgorato sulla strada dell’Isola dei Famosi (di cui è stato concorrente), condannato a sei mesi per apologia di fascismo dopo aver affisso a Rimini manifesti col volto di Mussolini, del quale in passato ha sostenuto di essere pronipote. Vestito con saio e sandali, ha celebrato un rito (?) con la Bibbia in mano. La Bibbia di Bibbiano. Il punto più basso. Povera Bibbiano. Povera Italia. Poveri bambini. Poveri noi. —

E.Spa.

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