Trovato il cadavere di un camionista in A1 era riverso e seminudo: si teme l’omicidio
Morto un autista serbo di 61 anni: il suo camion era su una piazzola di sosta vicino a Campegine. Disposta l’autopsia
Un camion cisterna non era più rientrato in azienda. I capi della ditta di trasporti hanno quindi inviato un altro autista per verificare come mai il mezzo – individuato con il gps – fosse fermo da ore su una piazzola di sosta sulla corsia nord della A1, verso il casello di Campegine. L’uomo ha trovato il grosso camion, è salito sul predellino e ha visto la portiera aperta. Dentro c’era il cadavere del collega, riverso a terra e seminudo. Una macabra scoperta che ha fatto avviare un’indagine non ancora giunta a conclusione.
L’uomo morto è un camionista di 62 anni, serbo e residente nel Lazio, ma domiciliato a Piacenza, dove lavorava per la ditta di trasporti. Una morte sospetta, sulla quale non c’è ancora certezza assoluta sulle cause o su eventuali coinvolgimenti, e che una volta scoperta ha dirottato sull’A1 l’attenzione di polizia e procura, giunte in forza in autostrada, dove hanno fatto chiudere due corsie in direzione nord per diverse ore per poter effettuare i rilievi, con code che hanno raggiunto il bivio dell’Autobrennero.
Sul posto anche il procuratore capo Marco Mescolini e il sostituto Iacopo Berardi, che hanno disposto in serata un’autopsia per poter capire se escludere o meno l’ipotesi dell’omicidio. Quest’ultima sembra la meno accreditata mancando segni evidenti di violenza. Le incognite, però, restano molte.
Il corpo era nella cabina di guida ma non si trovava sui sedili bensì disteso per lo più a terra, verso il lato del passeggero, praticamente denudato, incastrato e rimosso poi in serata dai vigili del fuoco. Una dinamica che non ha trovato ancora ragioni precise, né il medico legale, fatto venire sul posto, è riuscito a stabilire le cause certe del decesso.
L’unica certezza è che il camion doveva tornare in azienda, a Piacenza, ma si è fermato per una sosta all’altezza del chilometro 130, poco prima del casello Terre di Canossa. Erano le 4.30 di ieri e alle 12 il tir non era ancora ripartito. Un fatto che ha destato apprensione nell’azienda di Piacenza, dove è stato attivato il gps del camion, che risultava fermo da ore. Dopo aver trovato il cadavere, l’altro autista ha chiamato la polizia stradale, che è giunta sul posto, facendo poi convergere i colleghi.
Sul posto sono poi giunti gli investigatori della Squadra Mobile con il dirigente Guglielmo Battisti, che hanno effettuato i primi riscontri mentre i colleghi della scientifica effettuavano i rilievi del caso.
Le indagini sono ad ampio raggio e cercano di ricostruire le ultime ore di vita dell’autista serbo, che non risulta avere precedenti. Una persona con la fedina immacolata, salvo qualche infrazione al codice della strada. L’autopsia permetterà di capire con certezza la cause della morte. In attesa si cerca di capire se ci fosse anche qualcun altro nella cabina del camion o se l’uomo, colto da un malore, abbia tentato di uscire lasciando la porta aperta. Al vaglio anche il traffico e il sistema di sorveglianza dell’autostrada. —
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