Ex Kis, il Pd sconfessa il sindaco: «No a quella fabbrica»
Cadelbosco Sopra: netta presa di posizione del segretario provinciale Costa sul contestato progetto. «L’ok della commissione illegittimo. Quell’impianto non stia vicino ai centri»
CADELBOSCO SOPRA. Come previsto, il contestatissimo stabilimento all’ex Kis è finito al centro dell’incontro elettorale di giovedì sera a “L’Altro Teatro”, organizzato dal locale circolo Pd con il segretario provinciale, Andrea Costa, e Ottavia Soncini, entrambi candidati al consiglio regionale. E Costa in qualche modo ha “commissariato” la giunta di centro-sinistra sostenendo, nel suo intervento di circa un quarto d’ora, che «la commissione edilizia che ha autorizzato l’iter per la realizzazione del sito produttivo a Zurco era decaduta, per cui sembra che tutti gli atti siano illegittimi».
Una presa di posizione non da poco. Anche se, ha chiarito, l’ultima parola spetterà a un legale. Ma le parole di Costa hanno un peso quando dichiara a un pubblico con tanti sostenitori del comitato contro lo stabilimento: «La fabbrica, classificata come insalubre di prima classe, non può essere costruita vicino ai centri abitati». Costa si è spinto oltre, suggerendo di «utilizzare norme tecniche attuative per fare in modo che all’ex Kis non si possano più realizzare fabbriche inquinanti». Ha perfino prospettato di dotare le amministrazioni comunali, di «strumenti urbanistici, attraverso i quali grazie a finanziamenti pubblici possano essere bonificate aree dismesse senza sottostare ai “ricatti” di speculatori che in cambio di bonifica dei terreni vogliono fare quello che vogliono». «In questo modo – ha detto Costa – i sindaci sono liberi di scegliere come destinare le aeree bonificate».
Di fronte a una platea gremita di gente con bandiere “No fabbrica delle polveri” e uno striscione che richiamava l’articolo 32 della Costituzione sul diritto alla salute, il segretario provinciale Pd, che già da diversi giorni si era fatto carico di quanto stava accadendo a Cadelbosco Sopra, dopo il suo intervento chiarificatore, ha raccolto scroscianti applausi dal pubblico. Ma ha ammonito: «Il documento che sancisce l’azzeramento della pratica dovrà essere inattaccabile perché il privato potrebbe fare ricorso e se si perde chi paga saranno i cittadini».
LE REAZIONI
Ma su questa frase c’è stata una levata di scudi della gente: «No, paga il sindaco e la sua giunta. Sono mesi che diciamo di non volere la fabbrica!». Da quel momento il dibattito sull’ex Kis si è esaurito anche se il pubblico avrebbe voluto sentire la voce del sindaco, Luigi Bellaria, seduto in prima fila. Ma Giuseppe Spadavecchia, segretario Pd di Cadelbosco Sopra, ha detto che Bellaria era presente come «libero cittadino e non come sindaco». Affermazione che ha suscitato molta ilarità da parte dei presenti.
Dal canto suo Claudio Giacca, presidente del comitato “Aria Pulita” e che ha aperto la serata, ha chiesto che «alle parole seguano i fatti». E ha aggiunto: «L’amministrazione comunale, a partire dal sindaco, deve produrre gli atti amministrativi necessari per porre definitivamente fine a una storia che ha prodotto una fortissima tensione sociale a Cadelbosco Sopra, ma continueremo a vigilare».
Per Giacca, l’assemblea di giovedì sera ha rappresentato «una svolta radicale». Qualcuno aveva sparso le voci circa la volontà di acquistare, da parte del comitato “Aria Pulita” dell’area ex Kis, attraverso una sottoscrizione popolare. Ipotesi seccamente smentita dal presidente Giacca: «Si tratta di un’idea strampalata, senza né capo né coda che nulla a che fare con una seria soluzione della vicenda».
Ora però la vicenda ex Kis si sposta sul piano politico e Marino Zani, capogruppo di “Cadelbosco per tutti” chiede che il sindaco Luigi Bellaria «sfiduciato e sconfessato dal segretario provinciale Pd si dimetta». E aggiunge: «In sintesi Costa ci ha detto che il problema esiste e che la gestione dell’attuale amministrazione è stata inadeguata. Ha dovuto intervenire lui stesso per cercare di rincorrere e tamponare i gravissimi errori di chi non è in grado di ricoprire un ruolo istituzionale di tale rilievo. Ora ci aspettiamo che si prosegua sulla strada intrapresa per impedire che l’insediamento venga realizzato e ci domandiamo se il sindaco Bellaria pensa di prendere atto che è stato sfiduciato dal segretario provinciale del partito che lo ha fatto eleggere. Se avessero ascoltato chi ha avuto la lungimiranza di capire che lì sarebbe nato un problema, non ci troveremmo in questa situazione». —
Mauro Pinotti
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